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Pisa

Caso Scieri, orari sbagliati e «non ricordo»: sentito dopo 17 anni il superteste

Caso Scieri, orari sbagliati e «non ricordo»: sentito dopo 17 anni il superteste

Stefano Viberti fu l'ultimo a vedere il militare ritrovato morto nell'agosto del 1999 alla Gamerra: è stato ascoltato dalla commissione parlamentare d'inchiesta

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PISA. «Non ricordo se incontrammo qualcuno al bar prima di rientrare in caserma». «Scusi, Viberti, c’erano i caporali, quelli con cui avevate fatto il viaggio in bus dai Lupi di Toscana?». «Non ricordo... forse sì, ma non ricordo i nomi». «Scusi, 16 anni fa, un anno dopo la morte del ragazzo, lei disse che lo conosceva bene dal Car a Firenze, che eravate usciti spesso in pizzeria, ne parlò come di un ragazzo serio e brillante. Perché ora dice di non aver conosciuto Scieri prima dell’arrivo a Pisa?».

Palazzo San Macuto, ore 15. Sono bastati probabilmente pochi brandelli di dialogo a Sofia Amoddio e a tutti i componenti della commissione d’inchiesta parlamentare per comprendere che la strada per ricostruire la verità sulla morte di Emanuele Scieri, siracusano, avvocato di 26 anni ritrovato senza vita ai piedi della torretta di asciugatura dei paracadute nella caserma Gamerra nell’agosto del 1999, sarà una strada in salita. Dopo mesi di audizioni e sopralluoghi, la commissione ha ascoltato Stefano Viberti.

La ricostruzione. Fu lui l’ultimo a vedere Scieri vivo il 13 agosto del 1999. «Sono sempre stato sincero - dice - non ho mai nascosto nulla, eppure sono stato indicato come un super testimone, sospettato di essere reticente, di aver coperto qualcuno per paura di ritorsioni, non è così». Eppure quello di Viberti è un racconto pieno di «non ricordo», di vuoti di memoria, perfino di contraddizioni, sebbene in apertura Amoddio gli ricordi che può provare a ripercorrere quella storia senza timori poiché il reato di falsa testimonianza è prescritto.

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L’audizione va in streaming dalla webtv della Camera per un’ora e poi, come annunciato, viene secretata. Secondo l’accusa, all’epoca, non c’erano dubbi: Emanuele era entrato nel mirino dei “nonni”. Eppure il caso venne archiviato, e sulla sua morte è calato il mistero. Ieri Amoddio ha provato a ripercorrere l’arrivo di Scieri a Pisa. Viberti passa subito al rientro in caserma nella sera del 13 agosto 1999. Conferma di essere stato l’ultimo a vederlo. «Eravamo stati in piazza dei Miracoli, ci fermammo davanti al casermaggio dove avevamo ritirato le lenzuola, in una zona vicina a dove poi è stato ritrovato. Fumammo insieme una sigaretta, poi io rientrai, lui mi disse che doveva fare una telefonata, lo lasciai lì».

Poi Viberti procede confuso: non ricorda bene chi abbia incontrato, insieme a Scieri e un altro commilitone, in piazza dei Miracoli. Non ricorda subito di essersi fermato in un bar a bere e di averci incontrato i caporali (i “nonni”), ricorda di essere rientrato alle 21.30, mentre 17 anni fa, ha lasciato a verbale le 22.30 come ora del rientro. Non ricorda perché, nonostante il contrappello avvenga alle 23.45, in un’ora e un quarto non chieda a nessuno il suo numero di telefono per chiamarlo e chiedergli che fine abbia fatto. «Era stata una giornata difficile». E dice di non essere stato lui ad aver riferito ai superiori che Scieri era rientrato in caserma ma non in camerata perché lo aveva già fatto «un commilitone di cui però io sentii solo la voce» in un’altra camerata.

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