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Sel sciolta dal voto di pochi intimi

Sel sciolta dal voto di pochi intimi

Critico il coordinatore Panicucci: dobbiamo ricucire, bravo Pisapia

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PISA. Alla riunione di tutti gli iscritti per decidere sulla proposta di scioglimento votano in quattro. Sinistra Ecologia Libertà, il partito di Nichi Vendola, ha celebrato ieri a Roma la sua chiusura. Il suo nuovo leader, il pisano Nicola Fratoianni, ne ha infatti proposto lo scioglimento, per concentrare tutte le forze nel nuovo partito della Sinistra Italiana. Il circolo pisano di Sel si era da subito detto favorevole alla proposta, ma il luogo vero della decisione era l’assemblea provinciale che si è tenuta a Pontedera, e lì si sono manifestati i primi problemi. Su un centinaio di aventi diritto, infatti, hanno votato in quattro. «Diciamo che molti hanno ritenuto inutile partecipare alla votazione. D’altronde, quando si dà l’idea che tutto sia già deciso a Roma, uno degli effetti è pensare che il proprio voto sia inutile», dice l’ormai quasi ex coordinatore provinciale Luca Panicucci.

«Anch’io - aggiunge - non ho partecipato al voto, firmando con molti dirigenti, amministratori e semplici iscritti un documento interno in cui motivavo questa scelta. Come tutti abbiamo appreso dello scioglimento dalla trasmissione “Un giorno da Pecora”. Avremmo voluto un congresso, anche solo per fare un bilancio di quello che è stata Sel in questi anni, ma ci hanno risposto con un verbale già compilato, naturalmente favorevole allo scioglimento».

Lo scioglimento arriva peraltro dopo una vittoria, quella del No al referendum, che aveva visto schierato su quel fronte anche Sel? «E’ strano scioglierlo anche nel mezzo ad una crisi istituzionale come quella che si era aperta. Abbiamo rischiato di andare al voto senza avere un partito da candidare», la replica di Panicucci. Il nodo è la visione che gli iscritti come Panicucci hanno di Sinistra Italiana: «Anch’io speravo che Sinistra Italiana potesse essere quella cosa più grande in cui poter far confluire Sel. Il dato di fatto è che SI è oggi percepita, anche da molti nostri iscritti e simpatizzanti, come l’ennesimo partitino della sinistra radicale».

Panicucci spiega cosa vede all’orizzonte. «Ora spetta a tutti noi un lungo lavoro di ricucitura di quello che si è lacerato in questi mesi, nel Paese e nel popolo del centrosinistra. Giuliano Pisapia, al di là dell’eccessiva indulgenza nei confronti del governo Renzi, ha fatto una proposta saggia e interessante, infatti tutti gli si sono subito scagliati addosso, con toni spesso al limite dell’offensivo. Secondo me da lì si deve ripartire: una sinistra di governo ancorata saldamente in un rinnovato campo progressista che si candidi alla guida del Paese».

A proposito, Sel era in molte maggioranze di centrosinistra nella nostra provincia. Ora che succederà a queste amministrazioni? «Assolutamente nulla - garantisce Panicucci -. Il vincolo preso con gli elettori è sacro e non è al servizio di nessuna alchimia politica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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