Italia
Arturo Johnson ha fretta di nascere e i dossi gli danno una mano
Il regista pisano Roan Johnson padre per la seconda volta. La mamma Ottavia fa appena in tempo ad arrivare in ospedale con l’auto. Parto lampo in 40 minuti
PISA. Due belle notizie per il regista pisano Roan Johnson. La prima è la nascita di Arturo, secondo figlio di Roan; la seconda è l'uscita a febbraio, per la Mondadori, del secondo romanzo di Johnson, dal titolo dantesco “Dovessi ritrovarmi in una selva oscura”. Il titolo è stato eletto a furor di popolo dai social dopo che il regista ha buttato lì due, tre titoli papabili. Inarrestabile dunque Johnson, e se per il libro ha dovuto aspettare 5 anni, per Arturo tutto si è risolto in poco più di tre ore. «Io e Ottavia siamo partiti forse un po' tardi da casa e due dossi sulla strada per il Santa Chiara hanno “aiutato” nel travaglio», dice Roan. Dopo 40 minuti dall' arrivo all'ospedale, Arturo è nato. «Siamo arrivati all'ultimo tuffo. L'altro figlio Jacopo ci aveva messo 18 ore a venire al mondo, per Arturo non c'è stato neppure il tempo di un'epidurale, vacci a capire qualcosa», commenta il regista.
Regista e scrittore, dicevamo, visto che Roan è alla sua seconda creatura libraria dopo “Prove di felicità a Roma Est” edito da Einaudi. «Il nuovo romanzo fa i conti con un mio viaggio interiore, fa i conti con i miei 40 anni, ho come voluto tracciare una linea. Ho scritto tutto ciò che ho fatto, vissuto, tra Pisa e l'Inghilterra. Ho scritto della mia paternità e c'ho messo 5 anni nella redazione. Aggiungevo, tagliavo, e poi aggiungevo, poi mi sono detto basta, ora può bastare. Sono arrivato, per ora».
E sotto Natale, Johnson incassa altri due doni (meritati) per il suo film “Piuma”. Infatti, dopo aver vinto in Francia il premio del pubblico al festival di Villerupt, è arrivato anche il premio della critica a Tolosa. Segno del destino, il premio è “impersonificato” da una sorta di torre di Pisa realizzata con la pellicola dei film.
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