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Annuncia il suicidio su Facebook: salvato

Annuncia il suicidio su Facebook: salvato

Dall’Inghilterra un amico avverte la polizia britannica Il messaggio trasmesso a Roma e poi a Pisa per l’intervento

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PISA. Più che uccidersi voleva urlare al mondo la sua disperazione. Un grido muto. Di quelli che ai tempi dei social vengono affidati a sms, chat e cinguettii declinati nelle varie piattaforme comunicative. Nella speranza, recondita, che qualcuno capisca il dolore di chi arriva a minacciare di togliersi la vita e vuole trasmetterlo in una condivisione che sa di sollievo.

Lui ha scelto Facebook. Sulla bacheca del suo profilo ha scritto quale fossero le sue intenzioni. Gli amici, quelli veri e non solo i virtuali da tastiera, si sono preoccupati e hanno avvertito le forze dell’ordine. L’intervento è stato esemplare per tempistica e obiettivo raggiunto: l’aspirante suicida è stato salvato e ora si trova ricoverato a Cisanello.

Una storia a lieto fine con un dettaglio che arricchisce l’happy end con Facebook, per una volta in senso positivo, e l’azzeramento di tempi e distanze grazie ai social. Chi aveva annunciato il suicidio è un inglese di 43 anni domiciliato a Pisa da tempo. Chi ha raccolto il suo appello-sfogo vive in Inghilterra. Dopo aver letto quelle frasi ha chiamato le forze dell’ordine inglesi che, in tempo reale, hanno subito girato l’Sos ai colleghi italiani. Un soccorso online avvenuto di notte con l’epilogo del passaparola arrivato alle 2,15.

Dall’Inghilterra è arrivata la segnalazione dell’aspirante suicida alla Soi (Sala Operativa Internazionale) dello Scip (Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia). «C’è una persona che abita a Pisa che vuole uccidersi» è stato il messaggio partito oltremanica e arrivato nei terminali romani per poi rimbalzare in questura a Pisa. E qui l’esecuzione materiale dell’intervento è stata assegnate alle volanti. Gli agenti hanno individuato l’appartamento del 43enne, da anni domiciliato a Pisa e da qualche tempo in crisi per problemi di lavoro, dove è stato trovato semincosciente dopo essersi imbottito di farmaci.

«Il rapidissimo passaggio di informazioni a livello internazionale e la contestuale sinergia con la questura di Pisa hanno salvato la vita al giovane inglese attualmente ricoverato in ospedale» spiegano negli uffici di via Lalli.

La Soi svolge funzioni di front-desk, coordinamento, gestione e controllo del flusso informativo prodotto attraverso i diversi canali di cooperazione internazionale di polizia, con una media di circa 780 messaggi al giorno, dei quali il 63% proviene dall'estero. Stavolta lo scambio di informazioni anziché far scoprire criminali, latitanti o terroristi da mettere in cella è servito a salvare una vita.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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