Ctt Nord, inchiesta sulla sicurezza dei bus: sequestrati due mezzi
Dopo l’indagine a Livorno, la procura apre un fascicolo a Pisa. Ore di verifiche della Polstrada nelle officine ad Ospedaletto
PISA. Uno perdeva olio, un lieve sgocciolìo sul motore. Quasi impercettibile, ma abbastanza da innescare un incendio durante la marcia. L'altro aveva lo sterzo "lasso", con un gioco superiore al limite. Troppo, hanno valutato gli inquirenti, perché avrebbe potuto far perdere la reattività di manovra all'autista. Sembrano inezie, ma mercoledì sono bastate a convincere gli uomini della Polizia stradale di Pisa e quelli della squadra Mobile di Livorno a sequestrare due bus nelle officine della Ctt Nord ad Ospedaletto.
Un provvedimento preso dai poliziotti dopo ore di verifiche all'interno dello stabilimento e al termine di un "blitz" ordinato dalla procura di Pisa, che ha aperto un filone d'indagine parallelo a quello livornese che a maggio 2015 portò al sequestro di 4 mezzi dal deposito ex Alt. Secondo l'azienda del trasporto pubblico della Toscana del nord, «nulla di preoccupante, si tratta di due autobus neppure troppo vecchi, entrambi revisionati, a cui sono stati riscontrati problemi risolvibili con poche ore di manutenzione».
Eppure la visita dei poliziotti è stata accurata. Insieme ai tecnici della motorizzazione, si sono trattenuti in officina ad Ospedaletto a lungo, di fatto smontato e rimontando pezzo per pezzo almeno 8 o 9 autobus. «A ognuno hanno dedicato un'ora e mezzo di analisi - dice il presidente di Ctt, Andrea Zavanella - e solo a due bus hanno riscontrato queste piccole imperfezioni». A Livorno, oltre agli autobus di linea, gli agenti fermarono anche uno scuolabus. «Ma tutti quei mezzi, dopo essere stati riparati, oggi sono tornati sulle strade», minimizza Zavanella.
Eppure l'indagine dura da tempo, ma soprattutto sembra confermare i timori e alcuni degli allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati. Non solo. Negli ultimi due anni non sono stati pochi gli incidenti, e soprattutto gli incendi innescati da guasti o corto circuiti. Un rogo è scoppiato il 22 ottobre in via Mazzini su un bus arancione che trasportava studenti e pendolari. Solo la prontezza di riflessi di un autista donna evitò il peggio.
Non è andata così invece a fine settembre ad un autobus di linea ad Agnano. Un cortocircuito costrinse l'autista ad abbandonarlo in una piazzola fuori dal paese poco prima che le fiamme lo distruggessero. A maggio un gigante blu invece finì la sua corsa carbonizzato a Gabbro, stessa sorte toccata a gennaio ad un altro bus-carretta a Fauglia. Perché di questo si tratta: mezzi malandati, arrivati al capolinea, costretti a macinare ancora chilometri ma ormai inadeguati, troppo usurati per sperare di poterli salvare. Bus come elefanti stanchi e senza più forze, ma soprattutto a rischio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.14321125:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/10/28/news/annullata-la-gara-del-trasporto-pubblico-tra-ratp-e-mobit-non-vince-nessuno-1.14321125]]Secondo i calcoli della Ctt in giro per la Toscana nord ce ne sono circa 150 con questo profilo, macchine con 25 anni di strade alle spalle e oltre un milione di chilometri percorsi, e per cui è davvero alto il pericolo di un cortocircuito o di una perdita capace di innescare un incendio durante la marcia. Ma la colpa - ha sempre ripetuto l'azienda - non è della scarsa manutenzione (su cui proprio quest'anno Ctt ha investito ulteriori 500mila euro, il 40% in più rispetto al budget) ma proprio della vetustà dei mezzi. E per rinnovarli serve certezza dei finanziamenti. Difficile finché non saranno sciolti i dubbi e i contenziosi sulla gara per il trasporto pubblico regionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
