Il presidio
Pisa e il volo, l’aeronautica spiegata ai giovani
I segreti e i compiti della 46ª Aero Brigata raccontati agli studenti durante un convegno
PISA. Quali sono i compiti della 46 ma Brigata Aerea? Cosa fanno esattamente i C 130J che decollano dal Dall'Oro ? Come si è evoluta la tecnologia in campo aeronautico dalla prima trasvolata dei fratelli Antoni ( 1912) ad oggi? Quale futuro per il trasporto? Se ne è parlato ieri alla 46 ma Brigata Aerea nell'ambito del seminario "Pisa e il volo , tra passato e futuro". Oltre duecento studenti provenienti dall' ITIS Leonardo da Vinci ; dal Liceo Classico "XXV Aprile" di Pontedera ; dalla Scuola militare Giulio Dohuet di Firenze; dall'Istituto U. Maddalena di Cadimare , insieme a una nutrita rappresentanza di studenti della facoltà di Ingegneria , hanno gremito l'ex cinema , salendo infine sui velivoli in mostra statica. Un 'iniziativa finalizzata ad avvicinare i giovani alla cultura aeronautica generata dalla città di Pisa, in campo civile, militare, scientifico ed industriale. Ma non solo. Indiscusso protagonista del seminario è stato "il profilo alare e la sua evoluzione" , dalle prime intuizioni dei fratelli Antoni alla collaudatissima ala del C130 della Lockheed, fino agli ultimi prototipi , oggetto di studi e sperimentazioni da parte del dipartimento di Ingegneria dell'Ateneo. A fare gli onori di casa il comandante della 46ª generale Achille Cazzaniga. Sono intervenuti: Paolo Farina, giornalista e storico, profondo conoscitore della storia del volo in Toscana e delle imprese pionieristiche dei fratelli Antoni; il tenente colonnello ing. Salvatore Chianese, che ha affrontato la storia del profilo alare scelto da Loockheed Martin per il velivolo da trasporto di maggior successo nella storia dell'aviazione mondiale e passato su tutte le versioni del C130; il professor Aldo Frediani, ordinario di Aeroelasticità Applicata presso la facoltàdi Ingegneria di Pisa; il professor Mario Rosario Chiarelli, docente di Strutture Aerospaziali presso la facoltà di Ingegneria. «Dalla 46ª Brigata- ha spiegato il generale Cazzaniga- forniamo capacità di trasporto passeggeri e carichi, portandoli da un punto all'altro del mondo; possiamo paracadutare altro personale militare o anche lanciare carichi con estrema precisione da lontano. Possiamo svolgere attività di Sar oceanico per la ricerca e il soccorso; diamo supporto per rifornimento in volo e possiamo recarci dove servono aiuti umanitari in breve tempo grazie alla velocità sempre maggiore dei nostri aeroplani».
Ma l'impiego attuale dei velivoli - ha aggiunto il comandante- «è necessario anche nei teatri operativi, poiché viviamo in tempi di incertezza a le forze armate sono impegnate in molte zone del mondo dove i nostri valori acquisiti non sono affatto tali. Nel contesto dell'impegno internazionale diamo supporto alle attività che la politica e i governi ci chiedono. Grazie alla tecnologia possiamo trasportare più carico e in maniera più ecosostenibile. Ci siamo inoltre dotati di simulatori per addestrare gli equipaggi a gestire situazioni di emergenza senza doverle necessariamente provare in volo. Il futuro dell'Aeronautica sarà con un terzo in meno degli aeroplani che avevamo durante la guerra fredda, ma esprimeremo capacità molto maggiori rispetto agli anni '80». «Nel 1912 da Pisa partì la trasvolata Pisa- Bastia- ha raccontato Farina- un'impresa prodigiosa per l'epoca , compiuta dai fratelli Ugo e Guido Antoni .Un volo che copri' una distanza 160 km ,un' ora e 43 minuti a una media di 91 km orari. Fondamentale fu la loro osservazione della natura dalle colline pisane, delle forme in movimento dei volatili. Passione che li porto' a realizzare esperimenti su macchine volanti e, in seguito, con supporto del mondo accademico, il primo velivolo , che cercò di riprodurre meccanicamente ciò che avveniva in natura, l'ala a profilo variabile , qualcosa di estremamente innovativo per l'epoca, meglio conosciuta come "Ala Antoni".
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