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«Ne pagheranno le conseguenze»

«Ne pagheranno le conseguenze»

Abodi duro con i Petroni: «Scelta illogica sfidare il tempo, la tifoseria e la città»

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PISA. «Mi sarei aspettato un atteggiamento diverso dalla proprietà dopo tutto quello che ho fatto in questi mesi. Hanno voluto sfidare il tempo, una tifoseria e una città intera. La scelta di non vendere è contro ogni logica e non conviene neppure a loro che ne pagheranno le conseguenze».

Il presidente della Lega B Andrea Abodi dopo una notte passata al telefono per cercare di mettere le cose a posto teme di veder tramontare le speranze di tenere in piedi la trattativa tra i Petroni e i Corrado: «Le distanze sono minime e formali. Giustamente Magico chiede delle garanzie e ha bisogno della certificazione del bilancio. Invece da parte di Carrara holding è prevalsa la voglia di emettere comunicati».

Come noto sono state pubblicate due bozze di contratto diverse: «Dopo l'accettazione della proposta e l'approvazione del bilancio sono emersi problemi sulle clausole contrattuali. Gli aspetti economici erano chiari e allora mi sarei aspettato una maggiore disponibilità diversa da parte del venditore che ha un rischio maggiore rispetto a chi deve comprare».

Anche Abodi in questi mesi ci ha messo la faccia , soprattutto dopo il mandato a vendere ricevuto da Petroni nella riunione di San Rossore del 12 ottobre scorso: «Io rischio molto, mi sono esposto molto in prima persona». Adesso però i rischi maggiori sono per la squadra che sicuramente sarà penalizzata per le inadempienze dell'attuale società visto che proprio oggi scadono i termini per pagare gli stipendi ai tesserati del club. Abodi rilancia l'idea del fallimento pilotato: «C'è un modo solo per cambiare proprietà . A questo punto è un fatto tecnico. E' un opzione di speranza. Il revisore unico potrebbe chiedere il fallimento per un fatto di auto tutela, oppure i creditori presentano istanza di fallimento nei confronti della società. A quel punto scatterebbe tutto l'iter burocratico che nel giro di qualche mese porterebbe il Pisa in tribunale».

Non sarà facile calmare la rabbia dei tifosi che si sentono presi in giro dall'attuale proprietà ma Abodi, a meno di clamorosi colpi di scena, vede questa come l'unica strada possibile: «Gli stipendi dei calciatori sono garantiti per legge. Se la squadra e Gattuso riescono a reggere, Petroni sarà costretto a vendere a zero. Si innesca un meccanismo di autogestione con un curatore fallimentare che controlla la società».

Il Bari nel 2014 ( periodo febbraio-maggio) è riuscito a farcela venendo acquistato da Paparesta alla terza asta fallimentare. Per il Pisa la situazione è più complessa visto che c'è ancora più di un girone da giocare e il mercato di gennaio alle porte. Ma realisticamente non ci sono altre possibilità per provare a salvare il Pisa. «Voglio arrivare fino in fondo a questa giornata - conclude Abodi- e sentire di nuovo anche Giuseppe Corrado. A questo punto però non ci sono neppure i tempi tecnici per rimettere in piedi tutto. Parlerò del Pisa - ci aveva detto in mattinata - anche alla riunione di Lega».

Circostanza confermata dal comunicato ufficiale di ieri sera della stessa Lega: «Abodi al termine dell'incontro ha infine fatto il punto della situazione riguardante la complessa trattativa per l'acquisizione dell'Ac Pisa 1909 ribadendo 'il ruolo da lui svolto in questi mesi. Alle parole di Abodi ne è scaturito un dibattito con la totalità delle società che ha avallato l'operato del presidente volto a tutelare l'interesse collettivo dell'associazione e della regolarità del campionato». Il Pisa era rappresentato dal ds Tambone.

Andrea Chiavacci

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