Il Tirreno

Pisa

Vigili, vince Ceccardi adesso Migliorini può passare a Cascina

di Mario Neri
Vigili, vince Ceccardi adesso Migliorini può passare a Cascina

Dopo settimane in trincea, il sindaco Filippeschi cede e dà l’ok Ma ora via Battisti rischia di indebolirsi nella lotta all’illegalità

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PISA. Lui, ora, ostenta nonchalance. Noncuranza. Come se non avesse passato due mesi in trincea, deciso a non mollare. «Se Cascina lo richiede non ci opporremo, lo facciamo per consentire a un nostro vigile di cogliere le migliori opportunità per la sua carriera», dice Marco Filippeschi. Lei, invece, sembra concedere l’onore delle armi, in realtà si gode la vittoria e il gusto di poterlo fare con stile: «Non comprendo tutto questo clamore - si schermisce la sindaca leghista Susanna Ceccardi - ringrazio il sindaco per lo spirito istituzionale. Questa storia ha suscitato troppo rumore sui giornali, ma è assolutamente normale che due amministrazioni, anche se di colore diverso, collaborino fra di loro. In Lombardia succede continuamente. Infatti io ho appena firmato un nulla osta a una nostra ragioniera interessata a trasferirsi nel capoluogo».

Alla fine ce l’ha fatta, la Susy l’ha spuntata su Pisa, la vichinga verde che a giugno ha espugnato uno dei fortini rossi in Toscana ha strappato al primo cittadino Pd il via libera al trasferimento di Paolo Migliorini, il vice comandante dei vigili di Pisa richiesto a inizio ottobre con l’idea di portarlo a dirigere la Polizia Municipale di Cascina.

Filippeschi sembra aver dovuto cedere. Dopo aver snobbato per settimane i messaggini e i messaggeri della migliore allieva di Matteo Salvini, l’ex bersaniano diventato diversamente renziano ha firmato il nulla osta che consentirà a Migliorini di poter partecipare al bando con cui il Comune guidato dalla sindaca aprirà una selezione pubblica per individuare il nuovo comandante dei vigili. «Sia chiaro, sono molto contenta abbia ottenuto il nulla osta - dice Ceccardi - stimo Migliorini ma deve candidarsi e superare una selezione». La procedura non si chiuderà prima di due o tre mesi, e nel frattempo Palazzo Gambacorti dovrà tentare di riparare a un piccolo terremoto. E non solo organizzativo, legato cioè alla necessità di dovergli trovare un sostituto. Ma anche politico.

Con Migliorini, Ceccardi riuscirà finalmente a rimettere in sesto il comando dei vigili a Cascina, da mesi nel caos a causa dello stato di agitazione degli agenti e da una sorta di “ammutinamento” innescato con il voto, ma è anche una vittoria politica, una piccola crepa in quello che in campagna elettorale ha sempre definito «il sistema monocolore che governa questa terra da anni».

Non è un caso che ieri Filippeschi per un attimo abbia vacillato, chiedendo a Pietro Pescatore, dirigente diventato comandante dei vigili a Pisa dopo il pensionamento dell’ex Massimo Bortoluzzi, di ritirare l’atto con cui aveva appena dato l’ok a Migliorini. «Se lo scorda, non possiamo fare concessioni alla Lega», era stato l’ordine di scuderia arrivato anche dai vertici regionali del partito. Ma Migliorini scalpitava. Aveva anche proposto una formula che gli avrebbe consentito di ottenere la nomina da comandante a Cascina e mantenere un ruolo organizzativo a Pisa, seppure part time. Insomma, aveva offerto un’alternativa, una via d’uscita dal rebus. In fondo non è un vigile qualunque.

Esperienze in altre città, pugno di ferro nella lotta alla contraffazione, agli insediamenti abusivi e agli spacciatori, è il profilo perfetto per un’amministrazione leghista, ma da tempo è anche un tassello fondamentale per il comando di via Battisti. Insieme a Tiziana Lensi, è uno dei bracci operativi della Sesta Porta. E la formula Pescatore-Migliorini-Lensi, inizialmente provvisoria, è diventata un format di successo. Tanto che Filippeschi si era convinto a chiudere il dossier per la nomina di un nuovo comandante.

Ora il dossier andrà riaperto, magari chiedendo aiuto a un’amministrazione amica. Per i Dem pisani una grana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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