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Due rapine con un coltello in mezz’ora
Pensionati bersaglio di un bandito a Porta a Mare. Una delle vittime bloccata alle spalle: «Non ti girare sennò ti ammazzo»
PISA. Due rapine in mezz’ora. Un bandito ha aggredito e minacciato con un coltello due pensionati nel quartiere di Porta a Mare. Di uno “Il Tirreno” ha già scritto nell’edizione di ieri.
Un assalto avvenuto intorno alle 18,30 di martedì in via Livornese. La novità è che intorno alle 18, con ogni probabilità la stessa persona, un altro pedone è diventato il bersaglio del rapinatore a qualche centinaio di metri dalla caserma dei carabinieri di Porta a Mare.
I due episodi, simili per tecnica e obiettivi, sono avvenuti nel tardo pomeriggio in una sequenza che ha fruttato al malvivente alcune decine di euro.
Per i due rapinati, oltre allo choc, ci sono state le cure del pronto soccorso. Nell’aggressione delle 18 il pensionato ha riportato diverse lesioni. Per l’altro, quello di via Livornese, la visita a Cisanello è servita solo a scopo precauzionale.
Rapinato e spinto a terra. Il pensionato, ultrasettantenne, stava camminando nel quartiere di Porta a Mare, non lontano dalla caserma dei militari, quando è stato assalito alle spalle. Armato di coltello, il bandito lo ha minacciato riuscendo a prendergli il portafogli nonostante l’anziano cercasse di divincolarsi per non essere sopraffatto. Non contento del bottino, il malvivente lo ha spintonato per liberarsi dalla presa della sua vittima che non voleva mollare e che è stato in grado di guardare in faccia il suo aggressore. Nel cadere a terra il rapinato si è fatto male. Contusioni da colpitura. Nulla di grave. Un ko momentaneo che è servito al bandito a dileguarsi. Fino all’appuntamento con la seconda rapina.
Coltello alla gola. «Non ti girare sennò ti ammazzo» è stata la frase, accompagnata da un coltello appoggiato alla gola, con cui il bandito ha bloccato in strada un 71enne, di origini campane, in visita alla figlia, medico ospedaliero a Cisanello. Erano le 18,30 circa.
È la dottoressa a ricordare quegli attimi con il padre sotto scacco del rapinatore.
«Era andato al tabacchino per giocare al Superenalotto – racconta la figlia che chiede di non rivelare le generalità del papà –. Arrivato a pochi passi da casa all’improvviso è stato neutralizzato da un tipo con un giubbotto chiaro, accento del posto. Con un braccio intorno al collo lo ha tenuto fermo. Con l’altra mano ha cercato il portafogli nella tasca interna della giacca. Mio padre non si è mai voltato, né ha potuto vederlo in faccia. È rimasto fermo per tutto il momento della rapina».
Il racconto alla polizia è servito a poco. Non avendo grandi elementi per descrivere il bandito, il 71enne si è sforzato di ricordare dettagli sulla corporatura, minuta, dell’uomo che indossava un giubbotto chiaro, alto circa 1,60 m e parlava italiano.
«Non ha opposto alcuna resistenza proprio per evitare reazioni a rischio per la sua incolumità – prosegue il medico –. Avendo sempre la lama appoggiata alla gola ha tirato fuori dalle tasche una quarantina di euro e le ha consegnate al rapinatore che si è scappato».
Il 71enne, scosso e senza cellulare, è arrivato alla ferramenta di Roberto Orsini lungo la via e ha chiesto al commerciante di avvertite il 113 e la figlia.
«Quando siamo andati al pronto soccorso, solo per scrupolo, abbiamo saputo dell’altro rapinato – conclude la dottoressa –. Purtroppo all’altro è andata peggio perché è stato anche colpito e spinto a terra».
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