Il Tirreno

Pisa

Amianto, in aula Di Maio perde i pezzi

di Sharon Braithwaite
Amianto, in aula Di Maio perde i pezzi

La maggioranza approva la delibera che conferma il progetto “Acqua Buona” nelle scuole. Ma due consiglieri “tradiscono”

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SAN GIULIANO TERME. La maggioranza si divide e perde pezzi sulla questione amianto nell'acqua potabile, sollevata dalla petizione promossa dal comitato locale "Proteggiamo il futuro". E anche se l’amministrazione di Sergio Di Maio riesce ad approvare la delibera che conferma il progetto “Acqua Buona” nelle scuole contro le richieste dei comitati, sembra scricchiolare la tenuta del governo. Un consigliere della coalizione di governo vota contro e uno si astiene.

Un piccolo terremoto in un Consiglio a 25, e dove l’amministrazione si regge sui voti di 16 consiglieri di maggioranza. Se a “tradire” fossero stati in 4 il sindaco sarebbe andato sotto. Martedì, infatti, Marco Balatresi, consigliere comunale di Democratici Riformisti, ha votato contro la delibera che ha recepito le ragioni alla base della raccolta firme. Una scelta dettata dal «mancato rispetto del lavoro fatto dalla maggioranza nella commissione riunitasi nemmeno ventiquattrore prima». «Lunedì - racconta - il Pd aveva proposto un emendamento per sospendere il progetto "Acqua Buona" nelle scuole (che propone il consumo nelle mense scolastiche di acqua del rubinetto in sostituzione di quella in bottiglia), come chiesto dai 512 cittadini che hanno firmato la petizione. Sospenderlo non perché ci sia una pericolosità conclamata, ma semplicemente per accogliere le richieste dei firmatari. Nel corso del consiglio comunale, invece, i Dem hanno subìto delle interferenze esterne e hanno fatto un clamoroso dietro front, roba da Prima Repubblica».

Un tema importante per l'opinione pubblica e un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle che ha suscitato la forte polemica della forza politica all'interno della maggioranza che governa San Giuliano dal 2014. Una velata critica alla decisione del Pd si può leggere anche nell'astensione del consigliere pd Dario Luperini. «Avrei preferito che su questo argomento ci fosse stato un passaggio in più per comunicare ai firmatari della petizione quanto emerso durante l'assemblea consiliare - dice - Tecnicamente sono con i contenuti della delibera. Che l'acqua sia buona e sicura l'abbiamo riscontrato anche dalle parole dei relatori».

Chiara la spiegazione fornita dal capogruppo Pd, Roberta Paolicchi, che con il provvedimento ha voluto confermare il progetto "Acqua Buona" «per la sua alta valenza educativa». «L'emendamento iniziale era a favore della sospensione del progetto "Acqua Buona" in attesa che fossero installati in tutte le scuole filtri anti amianto - precisa Paolicchi - Alla luce della spiegazione di Cristaudo, Mazzei e Sardu abbiamo capito che non ci deve essere alcun allarmismo nella popolazione. Per questo abbiamo deciso di eliminare il termine "sospendere" dal testo, chiedendo che l'amministrazione intervenga immediatamente per montare i suddetti filtri». Alla seduta di martedì, hanno partecipato il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu, Alessandro Mazzei, direttore dell'Autorità Idrica Toscana e Alfonso Cristaudo, docente di medicina del lavoro e medicina ambientale dell'Università di Pisa.

Cristaudo si occupa da 25 anni di amianto e ha fatto chiarezza sulle carte citate dalla petizione. «Come ha precisato Cristaudo, le acque in bottiglia o dell'acquedotto che beviamo tutti i giorni contengono diverse sostanze pericolose, da quelle cancerogene come benzene e berillio a quelle tossiche come arsenico, mercurio, piombo. Poiché per queste sostanze esiste una correlazione tra eccesso di malattia e la loro concentrazione la legge ha stabilito dei limiti ben precisi - dice l'assessore all'ambiente Daniela Vanni - Per l'amianto no, e questo perché non è un rischio. Invito tutti ad evitare quindi inutili allarmismi in tal senso».

La giunta, preso atto delle indicazioni provenienti dalla petizione, si impegna a esercitare tutte le attività di controllo nei limiti delle proprie competenze. «Come illustrato da Mazzei - conclude il sindaco Di Maio -. L'autorità idrica toscana ha censito le reti in cemento-amianto, monitorando la presenza di amianto in trecento punti di prelievo, di cui otto sono a San Giuliano. Nel nostro territorio non si è mai superato le 6000 fibre per litro, mille e più volte meno del parametro soglia di riferimento di 7milioni fibre per litro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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