Il presidio
Omicida per giro di prostitute arrestato dopo lunga latitanza
PISA. Lo avevano condannato a 18 anni per un omicidio in concorso avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 dicembre del 1997. Quello di un connazionale punito per uno sgarro nel controllo del mercato...
PISA. Lo avevano condannato a 18 anni per un omicidio in concorso avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 dicembre del 1997. Quello di un connazionale punito per uno sgarro nel controllo del mercato della prostituzione a Pisa.
A distanza di 19 anni dall’episodio per Leone Xaxhia, 40 anni, è arrivata l’ora di scontare la pena. In ritardo, ma stavolta sembra con la certezza della cella dove non è mai finito riuscendo a fuggire subito dopo il delitto.
La sua latitanza è finita a Durazzo dove la sezione criminalità organizzata della questura pisana con l’Interpol lo ha arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso nel marzo 2000 dalla Procura di Pisa. Da allora si era sottratto all’arresto diventando un fuggitivo con un morto sulla coscienza.
Xaxhia ha collezionato numerosi precedenti penali e denunce per stupefacenti e contro il patrimonio. Il picco criminale lo raggiunse nel dicembre 1997 con l’omicidio di Nelaj Bujar e quello tentato di un altro connazionale, Alfred Ndoci. Dopo la condanna, il 40enne era sparito dalla circolazione. Una latitanza durata oltre sedici anni e finita a Durazzo grazie alle indagini della squadra mobile che lo ha fermato e messo in condizione lo Stato di avviare le pratiche per l’estradizione in Italia.
L’albanese è stato condannato per aver partecipato all’esecuzione di Bujar, un trentenne ucciso di notte all'incrocio fra via Bonanno e via Giunta Pisano. Le forze dell’ordine inquadrarono subito l’assalto come un regolamento di conti fra bande rivali di albanesi il cui business è quello di sfruttare giovanissime connazionali costrette al marciapiede. La vittima e l’amico ferito nell’agguato erano ospiti di un albergo del centro, insieme a un gruppo di ragazze che furono interrogate dalla polizia e che i due, secondo l’accusa, sfruttavano in zona, lungo l’Aurelia. (p.b.)
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