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Ikea, la pista ciclabile bloccata da due anni per la burocrazia

Mario Neri
Ikea, la pista ciclabile bloccata da due anni per la burocrazia

La Fiab: «Lo store ha già pronti soldi e progetto, ma il Comune non riesce a ottenere alcuni terreni sul tracciato da Salt»

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PISA. Il progetto è lì, pronto, da due anni. Un chilometro da fare a pedali su un percorso sicuro, dall’area delle Ville Urbane sull’Aurelia all’Ikea, passando per la zona dei Navicelli. E ci sono già anche i soldi. E visto che non sono pubblici, c’è da scommettere che ci troveremmo di fronte a un cantiere lampo. Ma lumaca è la burocrazia, il vicolo cieco di batti e ribatti e sabbie mobili in cui si è impantanata la pista ciclabile progettata dalla multinaziuonale svedese ma sin dall’inizio salutata dalle associazioni di ciclisti come un tassello importante per fare di Pisa una città a misura di bici.

E non a caso è proprio la sezione pisana della Federazione italiana amici della bicicletta a lanciare l’allarme. «Quest’opera - dice il presidente della Fiab di Pisa, Carlo Carminati - è nei piani urbanistici del Comune. Oltre a migliorare l’accessibilità alla stessa Ikea, renderebbe più competitive anche le altre attività produttive e commerciali che si trovano nella zona della Darsena pisana. È frustrante, ma succede quasi ritualmente ormai: i progetti utili ad aumentare la ciclabilità subiscono sempre enormi ritardi, mentre se si fosse trattato di una rotatoria gli ostacoli burocratici si sarebbero già superati, i lavori sarebbero proceduti spediti».

Ma cos’è che blocca la pista? «Il tracciato passa anche su un fazzoletto di terra di proprietà di Salt - spiega l’assessore Andrea Serfogli - La società delle autostrade di Liguria e Toscana, nonostante da anni ormai abbia stipulato un’intesa con il Comune per un permuta di terreni, non ha ancora ottemperato agli accordi». Salt, in sostanza, temporeggia. Prende tempo, non firma il contratto inviatole dagli uffici di Palazzo Gambacorti. A gennaio scorso, i suoi tecnici comunicarono al Comune che mancavano alcune verifiche fiscali. Da lì, più niente. «Abbiamo fatto tutto il necessario- prosegue Serfogli - l’ultimo sollecito è stato spedito a novembre, ma non rispondono. Ma mi hanno appena assicurato che potremo incontrarci per chiudere la prossima settimana».

A maggio era stato il direttore di Ikea Pisa Magnus Anderson a far capire che c’era bisogno di un cambio di passo: «Purtroppo non è ancora stato risolto un nodo cruciale: i nostri clienti e dipendenti non possono raggiungerci in bici. Siamo disponibili a finanziare la pista, ma è tutto bloccato per ragioni burocratiche»

«Non sappiamo se questo assurdo ritardo sia dovuto alla ritrosia di Salt, all’inefficienza degli uffici o semplicemente al disinteresse dell’amministrazione comunale - dice Carminati - Fatto sta che anche quando non dovrebbero esserci problemi, visto che siamo in presenza di un finanziamento e un progetto già disponibili, un’opera per la mobilità sostenibile si incaglia. È imperdonabile non riuscire a concretizzare un esproprio in due anni. Questa vicenda è simbolica, dimostra quanto le piste ciclabili siano considerate opere ornamentali e non strategiche. Così, chi vuole andare all’Ikea in bici probabilmente dovrà portare ancora pazienza. Molta pazieza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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