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«Ericsson, schiaffo alle istituzioni»

«Ericsson, schiaffo alle istituzioni»

La reazione dell’assessore dopo l’annuncio del trasferimento dei lavoratori

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PISA. «Siamo rimasti freddati - commenta l'assessore al lavoro Giuseppe Forte -. Ci sono state tante interlocuzioni tra le istituzioni e la società e l'ipotesi trasferimenti era stata per il momento congelata. Questa decisione è anche uno schiaffo alle istituzioni»

Sotto l'albero di Natale hanno trovato una lettera di trasferimento, tanto osteggiata quanto inaspettata. Lunedì scorso, i lavoratori "superstiti" del piano di esuberi della Ericsson hanno ricevuto una comunicazione con la quale il colosso svedese delle telecomunicazioni impone il trasferimento a Genova di 26 dipendenti del sito pisano. Dal 2 al 31 gennaio, il personale dovrà prestare servizio presso la sede aziendale ligure in regime di trasferta. Dal prossimo febbraio, i lavoratori verranno trasferiti invece in pianta stabile all'ombra della Lanterna «al fine - spiega l'azienda nella comunicazione inviata ai sindacati regionali - di consentire la conduzione delle loro attività in stretta sinergia con il personale già operante a Genova». Dove la multinazionale svedese ha previsto il licenziamento di 147 dipendenti nell'ambito di un piano di ristrutturazione nazionale che prevede circa 380 esuberi, di cui 12 addetti nel sito pisano che hanno già lasciato i laboratori dell'area delle ricerche di San Cataldo (dove a fronte dei 49 assunti, resteranno in attività solo 11 lavoratori). Immediata la mobilitazione dei dipendenti, che ieri pomeriggio hanno incrociato le braccia per quattro ore e si sono riuniti in piazza XX Settembre per un presidio di protesta e per chiedere al Comune di riprendere i contatti ed evitare il trasferimento dei lavoratori. «È un fulmine a ciel sereno - accusa Davide Alfonso, Rsu Ericsson del sito pisano -, perché dopo l'intervento delle istituzioni e della politica sembrava possibile una soluzione alternativa. Arriva invece una decisione unilaterale e senza possibilità di discussione». «Con la buona volontà - conclude Forte - è possibile però salvaguardare queste posizioni e mantenere la forza lavoro in città, anche attraverso soluzioni innovative già sperimentate a Pisa».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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