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Attestato di Mattarella al presidente Figlini
Il prestigioso riconoscimento conferito dal presidente della Repubblica al medico pisano da quattro mandati al vertice dell’Ordine provinciale
PISA. Un prestigioso riconoscimento (un attestato per meriti nei confronti della sanità italiana) è stato attribuito, con decreto del Presidente della Repubblica, attraverso il Ministero della Sanità, al presidente dell'Ordine dei medici ed Odontoiatri di Pisa, Giuseppe Figlini.
«È una notizia - dice Figlini - che mi ha fatto oltremodo felice, molto di più del cavalierato e la commenda ricevuti negli anni passati. Credo che per un medico ricevere un attestato per il lavoro svolto in tanti anni per migliorare la sanità pubblica sia il coronamento di una lunga carriera. Se poi si tiene conto che negli ultimi due anni nessuno lo ha ricevuto, la soddisfazione si amplifica».
Una soddisfazione sicuramente condivisa dai tanti suoi pazienti assistiti nel corso dei decenni di attività di medico di famiglia, ma anche e soprattutto dagli iscritti all'Ordine pisano, presieduto da Figlini ininterrottamente per ben quattro mandati. Mentre spaziava nei vari campi della sanità, da medico condotto a medico ospedaliero ed infine a medico di medicina generale nel comune di Cascina, Figlini si è dedicato con grande impegno anche a quelle attività che potessero migliorare la professione medica ma anche e soprattutto la qualità dell'assistenza al paziente. Già nel 1994 diviene segretario generale provinciale della Fimmg, carica che ricopre ancor oggi unitamente alla vicepresidenza regionale. Tra gli altri innumerevoli incarichi rivolti alle politiche per il paziente, tiene in particolar modo al suo ruolo nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Sanitario Regionale, e a quello che lo vede protagonista nel Comitato di Bioetica e del Comitato di sperimentazione farmaci dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Nel 2010, l'Enpam Nazionale lo inserisce nel proprio consiglio d'amministrazione, incarico che ricopre tutt'ora. Da tutto questo fare, Figlini trae spunto per progettare nuove iniziative assistenziali che hanno fatto la storia recente della nostra sanità pubblica. Già nel 1996, firma come Fimmg un patto con Asl, ospedale ed enti locali, che impegna trecento colleghi in un sistema di assistenza domiciliare integrata, dando vita, per primo in Italia, a quell'attività che oggi è denominata “Adi”. Progetto che si aggiudica il terzo posto, tra 137 progetti partecipanti, al prestigioso premio “Andrea Alesini”, assegnato dal Tribunale per i Diritti del Malato. Due anni dopo, introducendo anche il progetto “Ospedale di Comunità” , il team messo in essere da Figlini si aggiudica il primo posto su 287 concorrenti a livello nazionale.
«Ho sempre pensato - dice Figlini parlando dell'Adi - che fosse possibile curare il paziente oncologico a casa propria. Naturalmente dovevamo creare una rete che sostituisse in toto le pratiche ospedaliere, ecco quindi la necessità del supporto delle associazioni di volontariato, di infermieri professionali e di medici di famiglia. Nel tempo questi servizi, che migliorano la qualità della vita del paziente e dei loro familiari, si sono ampliati con l'introduzione dello psicologo e, nei casi del paziente solo, di volontari che provvedessero alle quotidiane necessità del paziente. Io credo - conclude Figlini - che questa sia la strada migliore per poter ridurre i costi del Sistema Sanitario Nazionale e nel contempo evitare i traumi di continui ricoveri ai pazienti. Naturalmente, ognuno dei soggetti preposti deve fare la propria parte al meglio».
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