Il Tirreno

Pisa

Racket della sosta, blitz in tutta la città

di Mario Neri
Racket della sosta, blitz in tutta la città

Controlli a tappeto dei carabinieri nel fine settimana nelle piazze e sui lungarni. Visconti: «Ripristinata la legalità»

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PISA. A settembre era stato Marco Filippeschi a lanciare l'allarme. Gli abusivi della sosta, spiegò in consiglio comunale, non sono solo parcheggiatori molesti, gli africani che ogni giorno si dividono piazze e strade di Pisa sono anche sfruttati, vittime di un racket. Dietro quel far west «c'è un'organizzazione insidiosa - disse - che, secondo quanto ci è stato riportato dagli agenti della municipale e a giudizio del questore, fa emergere una gerarchia per il controllo e la raccolta fondi». Oggi si scopre che quello del sindaco potrebbe essere stata una scintilla, il primo tassello di una strategia. Almeno così sembrano da inquadrare i blitz andati in scena negli ultimi due giorni negli snodi principali della sosta a pagamento in città.

Ad annunciare i risultati dei controlli è per primo il prefetto Attilio Visconti su Facebook. Un post in bacheca alle undici sabato sera: «Per eliminare le attività dei parcheggiatori abusivi presenti in alcune aree di sosta della città - scrive -, sono stati realizzati dei servizi di controllo da parte dei carabinieri». Mini retate pianificate sulla base delle «decisioni assunte in prefettura in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica».Sabato le pattuglie si sono concentrate su piazza Toniolo, Sant'Antonio, piazza Carrara e in generale sui lungarni, arrivando addirittura fino al lungarno Guadalongo. Controlli organizzati dalle 8 alle 14 e ieri ripetuti in altre zone della città. «Nessun arresto - chiariscono dalla compagnia pisana dei carabinieri - ma tre uomini sono stati identificati e sanzionati, erano tutti stranieri, disoccupati e incensurati». Servizi che, come quelli messi in atto per la lotta all'abusivismo commerciale intorno a piazza dei Miracoli, spiegano dal comando, verranno «ampiamente» ripetuti anche nelle prossime settimane. L'obiettivo, del resto, è chiaro: «Debellare il fenomeno». «Ripristinare la legalità», dice Visconti, «contrastando così quegli abusi che numerosi cittadini e cittadine hanno ripetutamente segnalato».

Le segnalazioni dei cittadini, spesso assillati, pressati e in qualche caso perfino aggrediti poco dopo essere scesi dall’auto, hanno dato i primi imput. «Prefetto, mi permetto di segnalare Cisanello», scrive una utente al prefetto. «Santa Caterina è anche senza illuminazione», ha sollevato il problema un altro. Visconti risponde quasi a tutti: «Cisanello - ribatte - è costantemente monitorato, abbiamo affrontato il problema otto volte in sede di comitato. Ma certamente non molliamo». E ancora: «Ho già l'impegno delle forze di polizia ma sulla città le criticità connesse al fenomeno sono tantissime e necessariamente dobbiamo procedere per singoli obiettivi».

Un fiume in piena, il prefetto, che annuncia per domani un nuovo vertice in prefettura proprio sulla sicurezza dei parcheggi e sui “buchi neri” della città. Visconti ha già pronto un piano (vedi articolo sotto) che prevede sopralluoghi a tappeto nei quartieri.

Ma ad imprimere un’accelerazione al contrasto del fenomeno degli abusivi della sosta sembrano essere state proprio le parole del sindaco. Il timore infatti è che i più importanti parcheggi siano in mano a un gruppo di caporali, a un clan della sosta, un’organizzazione verticistica che sfrutta i senegalesi che negli anni della crisi hanno perso il lavoro, sono stati estromessi dal ciclo produttivo delle concerie di Santa Croce, dalle aziende metalmeccaniche di Pontedera e in poco tempo, circa sei anni fa, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano, costretti a rifugiarsi nell’illegalità. Alcuni si sono “rifugiati” nel mercato del falso, altri subiscono il ricatto di una vita in strada per pochi euro al giorno. Non solo. A questa prima ondata, da tempo si aggiunge quella dei migranti. Alcuni sono riusciti ad affrancarsi, i più restano sotto scacco, costretti a tenersi una piccola percentuale di ciò che guadagnano da abusivi della sosta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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