Il Tirreno

Pisa

Motorizzazione, si apre uno spiraglio

di Gabriele Gasperini
Motorizzazione, si apre uno spiraglio

La proprietaria dell’immobile: «Se il Comune pensa alle tasse sul fabbricato, noi azzeriamo l’affitto per tutto il 2016»

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PISA. Si apre uno spiraglio nella vicenda della motorizzazione civile di Pisa; grazie soprattutto alla disponibilità dei proprietari dell'immobile situato nel comune di San Giuliano Terme. Nell'incontro al vertice tra prefetto, dirigenti del ministero, sindaci e la famiglia Chincarini (proprietaria dell'immobile), grande dimostrazione di civismo da parte dei proprietari. A parlare è la dottoressa Maria Luisa Chincarini, un passato da consigliere comunale a Pisa e regionale (eletta nelle liste dell’IdV). «La chiusura della motorizzazione sarebbe un grosso danno per la città e per tutti i residenti della nostra provincia. Siamo disposti a fare la nostra parte azzerando l'affitto per quest'anno. Chiediamo un aiuto alle istituzioni, affinché trovino almeno una soluzione per la parte relativa alle tasse da pagare sull'immobile».

L'inesorabile "spending review" del 2015 ha azzerato la liquidità dello Stato nell'immediato. Risultato? Non si vogliono più spendere soldi per gli affitti di strutture pubbliche. «Come proprietari siamo disposti a fare delle rinunce, nella speranza che nel 2017 torni ad esserci un po' di liquidità da parte dello Stato - continua la Chincarini - siamo comunque disponibili a rinegoziare al ribasso il canone d'affitto. Troppo importante la presenza della motorizzazione per il nostro territorio. Pisa è la seconda area metropolitana della Toscana; chiudere un ufficio con questo bacino d'utenza sarebbe paradossale».

Ma al di là della disponibilità della famiglia pisana le domande sono molte. Per quale motivo si parla di chiusura per Pisa, e poche altre province, se gli immobili in affitto per le motorizzazioni di tutta Italia sono almeno una ventina? Per come sono andate le cose negli ultimi anni, la possibile chiusura della motorizzazione non sarebbe un fulmine a ciel sereno, piuttosto la cronaca di una morte annunciata. Alla fine degli anni Ottanta la motorizzazione di Pisa contava circa sessanta dipendenti; oggi questi sono ridotti a diciassette. Il raffronto con la vicina e più piccola Lucca è impietoso: una trentina i dipendenti della motorizzazione lucchese, quasi il doppio rispetto a quelli di Pisa. Il risicato personale di Pisa cerca comunque di garantire i servizi ai cittadini; purtroppo però, in caso di malattia o turnazione per le ferie, si finisce immediatamente in emergenza, con sportelli chiusi e servizi sospesi. Fino a poco tempo fa in tutta la Toscana gli uffici dirigenziali della motorizzazione erano Firenze e Pisa, poi, circa tre anni fa, c'è stato il passaggio di testimone: Lucca ha scalzato Pisa come secondo ufficio dirigenziale. Da circa tre anni Pisa è relegata a ufficio "satellite" di Lucca con funzionalità ridotte e senza un dirigente in sede. Lucca ha una stazione di controllo perfettamente operativa che permette la revisione a tutti i tipi di veicoli, Pisa deve inviare i propri mezzi con peso complessivo superiore ai 35 quintali in "trasferta" a Lucca per le revisioni.

La riduzione progressiva del personale (mai rimpiazzato) e il declassamento di tre anni fa potevano, e probabilmente dovevano, essere interpretati come pericolosi campanelli d'allarme. La sensazione è che Lucca, un po' alla volta, e a fari spenti, stia facendo le scarpe a Pisa: mancanza d'informazione e un prolungato immobilismo da parte del ministero hanno "cucinato" questo possibile epilogo. Speriamo che l'intervento della politica locale sia sufficiente a scongiurare il peggio.

L'incontro di domani a Roma, tra il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ed esponenti del ministero dei Trasporti rappresenterà probabilmente lo spartiacque definitivo per capire il destino della motorizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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