Il presidio
Prima il presidio di protesta poi la chiusura per ferie
Volantinaggio davanti al Burger King, i cui dipendenti sono senza stipendio da tre mesi. Dopo qualche ora la decisione del gruppo gestore del fast food
PISA. «Dopo l'hamBurger siamo alla frutta». La metafora culinaria diventa lo slogan per rivendicare stipendi e spettanze che i lavoratori del Burger King di Largo Cocco Griffi aspettano di ricevere da almeno tre mesi. E, insieme agli stipendi, da ieri attendono di sapere se e quando tornare dietro al bancone. Prima di arrivare in fondo ad un menù fatto di richieste, proteste e dimissioni, hanno deciso di rendere pubblico con un presidio e un volantinaggio uno stato di sofferenza che per decine di lavoratori si è materializzato nella riscossione a singhiozzo delle paghe. Un refrain che va avanti da tempo. Nei periodi di magra e in quelli di massima affluenza di clientela. Al punto da spingere i sindacati a proclamare uno stato di agitazione perenne che lo scorso agosto ha avuto l'effetto di spingere il Gruppo Greco, gestore del fast food nato due anni fa nei dintorni di piazza dei Miracoli, a versare stipendi ed arretrati, ma che potrebbe trasformarsi adesso in un inedito sciopero. «Si può capire una crisi momentanea, magari legata ad un periodo dell'anno quando l'affluenza turistica è più bassa, ma qui non pagare gli stipendi è diventata una prassi», accusa una parte dei 13 lavoratori assunti a tempo indeterminato. “Dopo l'hamBurger siamo alla frutta. Da tre mesi senza stipendio. Dateci i nostri soldi”, recita lo striscione affisso ieri mattina fuori dal locale da un gruppo di dipendenti ed ex lavoratori che si sono riuniti in presidio distribuendo volantini a passanti e a potenziali clienti, che invano hanno tentato di accedere al fast food dopo l'improvvisa decisione di chiudere per ferie il locale. «Vi faremo sapere quando tornare al lavoro», avrebbero detto ai dipendenti i responsabili mentre portavano via soldi e documenti. «Altri due appalti tra Pisa e Livorno che fanno capo al Gruppo Greco si trovano nella stessa situazione dei lavoratori del Burger King con mensilità non pagate e rapporti sindacali inesistenti - aggiungono i Cobas -. Ci chiediamo come sia possibile che il Gruppo Greco continui ad acquisire appalti quando è dimostrato che le dinamiche sono sempre le stesse (stipendi e fornitori non pagati), potendo agire indisturbato nonostante le vertenze sindacali e le denunce all'ispettorato del lavoro». L'ultima nei confronti del Gruppo con sede legale a Milano è stata presentata lo scorso ottobre da una lavoratrice del Burger King, che insieme ad altri tre colleghi ha deciso di abbandonare il posto di lavoro a seguito dei continui ritardi nei pagamenti degli stipendi. «È già difficile sopravvivere con stipendi bassi e pagati con scarsa regolarità. Lavorare gratis non è sopportabile, né dignitoso - concludono i Cobas -. È necessario il pagamento immediato degli stipendi da settembre ad oggi».
Danilo Renzullo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
