Il Tirreno

Pisa

Fanno guerra all’incuria armati di pennelli

di Danilo Renzullo
Fanno guerra all’incuria armati di pennelli

L’iniziativa alla scuola Biagi di Porta a Mare L’idea dei genitori raccolta anche dai migranti

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PISA. Armati di guanti, pittura e pennelli scatenano una "guerrilla cleaning". Un attacco di pulizie che ridona colore all'entrata della scuola primaria Biagi di Porta a Mare e dichiara guerra all'incuria degli spazi pubblici. È partito con una passaparola dei genitori dei piccoli studenti che frequentano l'istituto scolastico di via Conte Fazio.

Si è concretizzato con un'azione di cittadinanza attiva dove amministratori, cittadini, rappresentanti del Consiglio territoriale di partecipazione 2 e volontari della Croce Rossa Italiana hanno ridato vita all'inferriata che cinge la struttura scolastica, ormai avvolta dalla ruggine e dall'incuria.

I primi ad arrivare sono i migranti ospitati nell'ex polveriera del Cep. Ragazzi tra i 18 e i 30 anni che, in attesa di un futuro, hanno deciso di mettere la loro volontà di integrazione a disposizione della città. Indossano le pettorine catarifrangenti. Poi i guanti. Insieme ad un'altra decina tra genitori, rappresentanti del Consiglio territoriale di partecipazione e all'assessore Andrea Serfogli si rimboccano le maniche e "armati" di spazzole di ferro e carta vetrata rimuovono quel passato che sul ferro si è materializzato in uno strato di ruggine che ha portato via vernice e colore. Rivitalizzato ieri a colpi di pennello e sorrisi che, oltre a ridare vita ad un piccolo pezzo della scuola, ha contribuito a far nascere un senso di comunità che potrebbe rivivere attraverso un percorso di piccole opere di manutenzione di edifici e spazi pubblici. «Un'iniziativa nata dalla volontà di un gruppo di genitori e resa possibile anche grazie al contributo dell'azienda Caparol che ha messo a disposizione il materiale - spiega l'assessore Serfogli, ieri al lavoro in qualità di genitore -. Un intervento di carattere sperimentale che nasce con lo scopo di estenderlo ad altri stabili per piccoli interventi di decoro urbano».

Ma anche un'occasione per unire varie anime che popolano, spesso a distanza, la città e per contribuire a creare un senso di comunità. «Un buon esempio di integrazione, che da un lato dimostra la volontà dei cittadini di prendersi cura del bene pubblico e dall'altro l'impegno dei migranti a rendersi utili e mettersi a disposizione della città che li accoglie», commenta Antonio Cerrai, presidente della sezione pisana della Croce Rossa Italiana. «Un'iniziativa di pregio e un gesto di grande partecipazione in cui un gruppo di cittadini decidono di prendersi cura di un bene comune - aggiunge Benedetta Di Gaddo, presidente del Ctp 2 -. Questo può essere la dimostrazione che c'è la volontà da parte dei cittadini di prendersi cura degli spazi comuni».

E potrebbe dare ancora più impulso al regolamento della gestione dei beni pubblici, che dovrà passare al vaglio del consiglio comunale, ed offrire ad associazioni o gruppi di cittadini la possibilità di adottare idealmente uno spazio pubblico, curarlo e manutentarlo. Facendo leva sulla partecipazione e rimediando alla cronica mancanza di risorse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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