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Riforma, dopo il No Angori nel mirino «Maggioranza divisa»
Per la lista di Tamburini il voto fa emergere le distanze fra Pd e alleati Il sindaco: «Nessuna scossa dalle urne, il programma è la bussola»
VECCHIANO. Il risultato del referendum di domenica scorsa ha aperto una riflessione politica anche a Vecchiano, dove il No si è imposto seppur di misura (51,7% contro il 48,3%). Il dato che maggiormente colpisce è quello dell'affluenza che ha superato il 76%, ben 15 punti in più rispetto alle recenti amministrative: sono stati oltre 3.400 vecchianesi che domenica sono andati alle urne dopo averle disertate per l'elezione del sindaco Angori.
Ad accendere la miccia è il gruppo consiliare di opposizione "Rinnovamento per il futuro", di cui il candidato è stato Nicola Tamburini, che mette l'accento sulle «contraddizioni di una maggioranza che unisce Sel e Rifondazione, due partiti che a livello nazionale sono in netta contrapposizione al Pd, a cominciare dalla posizione sul referendum». «I due partiti della sinistra alle scorse amministrative decidono di appoggiare Angori - spiegano gli esponenti di "Rinnovamento per il futuro" -. Rifondazione, titubante fino quasi all'ultimo giorno utile, decide di entrare in coalizione appoggiando il sindaco Pd senza giustificare mai chiaramente la scelta. Anche alla luce delle diverse contrapposizioni riscontrate sul referendum dove Sel e la stessa Rifondazione erano apertamente schierate a favore del No, viene proprio da pensare che i personalismi siano stati e siano l'ago della bilancia di tante scelte. E allora qualche piccolo dubbio crediamo possa nascere - incalza la lista di minoranza in consiglio comunale -: quale solidità può avere una maggioranza che non ha uno sguardo unitario? Perché se è vero che le buche sulle strade, la sicurezza ed i servizi del nostro comune sono e riguardano tutti i partiti della maggioranza, è altrettanto vero che non si può governare avendo idee così diverse sull'opportunità o meno di modificare la nostra costituzione».
"Rinnovamento per il futuro" amplia le sue perplessità anche su altri temi: «Cosa pensano i partiti di questa maggioranza in materia di acqua pubblica, delle trivelle, delle privatizzazioni? Quali garanzie di compattezza, resistenza e stabilità e soprattutto di buona amministrazione ci può dare un simile agglomerato di idee ed ideologie che non hanno nessun punto in comune?».
La conclusione: «A Vecchiano siamo sempre fuori da ogni schema o l'unica cosa che conta è la poltrona e quello che ne deriva?». A stretto giro di posta arriva la risposta del sindaco Massimiliano Angori, innanzitutto sull'affluenza al referendum. «Credo che non ci sia niente di strano - spiega - visto il dato nazionale e soprattutto la campagna elettorale che ha portato tanta gente alle urne. Per quanto riguarda la mia coalizione, sin dal primo momento è stato chiaro che le divergenze a livello nazionale non potevano avere ripercussioni sull'amministrazione locale. Tutti insieme abbiamo scritto un programma di legislatura che univa le diverse sensibilità, nell'interesse esclusivo di Vecchiano. Un programma - conclude il sindaco - che stiamo realizzando in maniera concreta senza alcuna divergenza. Per buona pace dell'opposizione».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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