Il presidio
Scuola, il Fascetti sotto 600 studenti perde l’autonomia
Dall’inizio del prossimo anno l’Ipsia sarà accorpato all’Itis condivideranno dirigenza e segreteria didattica
PISA. Dopo il classico, è la volta degli istituti tecnici. Dal prossimo anno scolastico (2017/2018) l'Ipsia Fascetti e l'Itis Leonardo Da Vinci condivideranno dirigenza e segreteria didattica. La Provincia ha deciso di accorpare l'istituto professionale per l'industria e l'artigianato al limitrofo istituto tecnico industriale per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti (525 gli studenti che quest'anno popolano l'istituto di via Rindi) che ha determinato la perdita di quell'autonomia che una scuola superiore "conquista" con un numero minimo di 600 alunni iscritti, portando prima alla cancellazione della presidenza e, da due anni, ad un regime di "reggenza".
Dal prossimo anno scolastico, i due istituti condivideranno anche il personale Ata, con riflessi negativi, secondo i sindacati, sull'organico non docente. Secondo una prima stima, almeno cinque collaboratori scolastici e tre amministrativi risulteranno in "esubero" e dovranno essere collocati in altri istituti scolastici. La decisione è contenuta nel piano provinciale di organizzazione della rete scolastica e dell'offerta formativa scolastica 2017-2018 approvato dalla Provincia con delibera del 28 novembre, che ha sancito anche l'accorpamento del liceo classico Galilei al limitrofo Itc Antonio Pacinotti.
L'unificazione dei due istituti professionali è stata ritenuta la soluzione più opportuna in quanto le due scuole «hanno corsi in gran parte complementari del settore tecnologico-industriale - si legge nella delibera -, un numero complessivo di studenti che rientra nei parametri regionali e, dal punto di vista logistico, essendo allocati in edifici adiacenti, rendono più funzionale un'operazione di aggregazione». Che, a differenza dell'iter che ha portato all'accorpamento del Galilei con il Pacinotti, è stata accompagnata da una ridda di polemiche.
«Senza alcun coinvolgimento degli organi collegiali delle due scuole si è arrivati, con una manovra di burocrazia dirigenziale e senza alcun coinvolgimento delle parti interessate, ad un accorpamento che produrrà effetti negativi sul personale scolastico», accusa in un volantino distribuito nell'istituto di via Rindi Stefano Pecori, rappresentante della Flc-Cgil dell'Ipsia Fascetti.
«Il primo atto che ha determinato il risultato finale - prosegue - è stato l'improvviso sottodimensionamento dell'istituto (Fascetti, ndr) avvenuto durante lo scorso anno scolastico, che non è stato certamente casuale e che ha determinato la reggenza. Nel periodo settembre-ottobre si è determinata la nuova programmazione della rete scolastica provinciale tramite una serie di incontri di rango dirigenziale e quindi senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e degli organi collegiali della scuola: un atto di prepotenza istituzionale, accompagnato da un deficit di partecipazione. Non si capisce però il silenzio assordante del dirigente scolastico, che non ha sentito il dovere almeno di una comunicazione al personale della scuola».
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