Il Tirreno

Pisa

festa della toscana

«Qui le radici della nostra identità»

Seduta solenne del consiglio comunale a Palazzo Reale

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PISA. La Festa della Toscana, nata per ricordare il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena che abolì nel 1786, primo Stato al mondo, la pena di morte e la tortura si è tenuta, ed è la prima volta che succede, a palazzo Reale di lungarno Pacinotti.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro al monumento a Pietro Leopoldo in piazza Martiri della Libertà e l’alzabandiera su Ponte di Mezzo ha avuto luogo il consiglio comunale solenne a Palazzo Reale, luogo simbolo, in quanto Leopoldo promulgò proprio in queste stanze l’abolizione della pena di morte e della tortura. In apertura, nell’introduzione del presidente del consiglio comunale, Ranieri Del Torto, è stato presentato il video “Ricordare tutto, ricordare tutti” di Enrico Chiarugi che racconta di un uomo che, camminando per l’isola di Lampedusa, recita i nomi dei 366 migranti che morirono il 3 ottobre 2013 al largo della stessa isola di Lampedusa. Quest’uomo si chiama Marco Pietrantuono ed è uno dei pochissimi italiani accertati come ipertimesici da un programma di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma. «Si tratta di individui - ha detto Del Torto - dotati di un’incredibile memoria autobiografica. Se i nomi delle vittime sono pronunciati da chi, in qualche modo, non potrà cancellarne il ricordo, ecco che quelle persone saranno simbolicamente vive per sempre».

Successivamente sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani («qui, in queste stanze, le radici della nostra identità di toscani»), i vicepresidenti del consiglio comuna di Pisa, Riccardo Buscemi e Maria Chiara De Neri, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il professor Roberto Bizzocchi dell’Università di Pisa e alcuni studenti in rappresentanza della consulta delle scuole medie superiori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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