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«Nessuna resa dei conti», Gelli invita alla pacatezza

PISA. «Ma quale resa dei conti... Non scherziamo». Federico Gelli, deputato, responsabile nazionale Sanità del Partito Democratico e renziano della primissima ora, non ne vuol sentire parlare. «A...

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PISA. «Ma quale resa dei conti... Non scherziamo». Federico Gelli, deputato, responsabile nazionale Sanità del Partito Democratico e renziano della primissima ora, non ne vuol sentire parlare.

«A Pisa come altrove - dice Gelli - occorre far freddare gli animi e recuperare pacatezza per analizzare al meglio il voto. Il referendum è stato indubbiamente una storica occasione andata perduta, ma non si può mettere di tutto nello stesso contenitore e poi agitare frettolosamente».

È però il tempo di un momento di confronto-scontro all’interno del Pd e di questo è convinto lo stesso Gelli. «C’è bisogno di una ponderata verifica per la messa a fuoco dei processi e sviluppi futuri, allo scopo anche di superare elementi di debolezza nel Pd che esistono sia a livello provinciale che a livello comunale. Per farlo c’è da starci all’interno del partito. Non mi piacciono quelli che abbandonano, che gettano la spugna alle prime difficoltà. Anche se questi sono renziani. Non si può essere, infatti, renziani a corrente alternata. Occorre ribadire il proprio impegno in quelli che sono i luoghi deputati al confronto».

Ovviamente, non si può prescindere da Roma e da ciò che succede nella capitale. «Penso non ci sia tempo per una verifica congressuale. La verifica va fatta negli organi attuali, anche perché quella delle elezioni anticipate a febbraio penso sia la migliore soluzione. E occorre puntare a quella ripartendo dalla grande ricchezza rappresentata dal fronte del Sì che si è compattato intorno alla leadership di Renzi, senza fare il minimo regalo alle demagogie e ai populismi di turno. Già sento parlare di consultazioni e governi on line, ma è tutto ridicolo. Il Paese in cui viviamo è un altro. Che deve ripartire da quel 40% che ha creduto nel riformismo, nel futuro e nella speranza, sulla scorta dei risultati di questo governo, come ad esempio il Pil passato da -2 a +1 e la creazione di seicentomila posti di lavoro».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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