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Pisa

Fidejussioni, atti alla Corte dei conti

Fidejussioni, atti alla Corte dei conti

I revisori contabili denunciano «gravi irregolarità suscettibili di generare un danno all’ente»

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PISA. «Gravi irregolarità suscettibili di generare» un danno al Comune. Il caso delle fidejussioni "tossiche" finisce ancora una volta alla Procura della Corte dei Conti. Dopo un'attività «istruttoria dello stato delle polizze rilasciate da terzi a garanzia dello scomputo di oneri», il collegio dei revisori dei conti del Comune di Pisa ha inviato alla Corte dei Conti una relazione firmata dai tre membri (Alberto Matteucci, Marco Dringoli e il presidente Fabio Vergamini) sullo stato di alcune "garanzie" depositate a Palazzo Gambacorti, rivelatesi poi non valide.

Un elenco di 32 fidejussioni per un ammontare di circa 16 milioni di euro già finito all'attenzione della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica con un esposto presentato lo scorso anno dai consiglieri comunali di Una città in comune-Prc Ciccio Auletta e Marco Ricci.

Tra queste anche quelle depositate da tre dei più importanti gruppi imprenditoriali cittadini, sui quali si concentra l'attenzione del collegio: Edilcentro (Gruppo Bulgarella, per circa 5 milioni di euro), Sviluppo Navicelli spa (circa 4,7 milioni) e Boccadarno (circa un milione). I revisori dei conti evidenziano in particolare il possibile danno subito da Palazzo Gambacorti dal fallimento della Sviluppo Navicelli Spa sottolineando che «il collegio non può non evidenziare l'avvenuta ammissione al passivo del fallimento della società per circa tre milioni di euro in chirografo, che paiono quantificare l'entità del danno subito dall'Ente, e dei quali pare oggi non poter prevedere alcun realizzo». Somme che il Comune avrebbe dovuto recuperare dalle garanzie presentate dalla società, risultate però affette da irregolarità. Allo stesso modo, i revisori sottolineano «le posizioni relative alla società Boccadarno», in considerazione «del fatto che la società si trova in difficoltà economica - si legge nella relazione -, le polizze ("tossiche", ndr) non sostituite avrebbero dovuto garantire l'Ente proprio in questa situazione».

Il collegio denuncia, inoltre, «una sostanziale inattività dell'impresa e l'inerzia degli uffici comunali» sul mancato rinnovo di una garanzia da quasi tre milioni di euro da parte della Edilcentro per la realizzazione della piazza Terzo Millennio di Ospedaletto, ma prende atto «dell'attività di recupero crediti svolta da Sepi che nel 2016 ha ottenuto ingiunzioni fiscali e pignoramenti presso terzi per oltre un milione di euro (dei quali risultano incassati solo 49.000 euro, ndr)».

«La relazione, depositata lo scorso 23 novembre ed indirizzata esplicitamente al consiglio comunale, non è mai stata trasmessa ai capigruppo - accusa Auletta -. Conferma però quanto denunciato lo scorso anno e sbriciola il tenace tentativo della maggioranza e della giunta di "archiviare" e "normalizzare" uno scandalo da milioni di euro».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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