È coerente dimettersi dal Pd e non dalle cariche istituzionali?
È la domanda con cui i segretari provinciale e comunale dei Dem incorniciano la dura replica alle prese di posizione degli assessori Capuzzi e Sanzo. «Vogliono tirarsi fuori da una sconfitta»
PISA. I primi scossoni pisani ci sono stati. E di che portata... Le dichiarazioni degli assessori comunali Sandra Capuzzi e Salvatore Sanzo (con la prima che ha annunciato addirittura le proprie dimissioni dalla segreteria provinciale Dem e il secondo che ha parlato di “dirigenti fantasma”) hanno mirato subito al bersaglio principale. «Se esiste un giglio magico pisano, evidentemente noi non ne facciamo parte», una delle frasi più forti rivolte all’indirizzo dell’asse Antonio Mazzeo-Dario Parrini. Dai vertici locali del partito si risponde altrettanto duramente. Si fa appello alla coerenza: chi si dimette dalle cariche di partito perché non si comporta ugualmente dalle cariche istituzionali?
«Le dichiarazioni di Capuzzi e Sanzo - affermano Alessio Lari e Giovanni Viale, segretari rispettivamente del Pd provinciale e dell’Unione comunale del Pd - sorprendono per la tempestività, rispetto agli esiti del referendum, con le quali attaccano un ipotetico giglio renziano a Pisa, la segreteria provinciale e quella comunale. Sembra quasi che vogliano tirarsi fuori da una sconfitta che non è certo solo pisana, ma nazionale. Lo fanno, come è ormai moda, senza alcun passaggio preliminare, alcun confronto interno al partito. Ma si sa che alcuni non hanno la sensibilità di discutere all'interno di un'associazione elaborandone il pensiero che dovrebbe essere unitario quando lo si presenta all'esterno. Le discussioni si fanno all'interno e, quando si ritiene opportuno, utile e necessario si possono anche chiedere le dimissioni della classe dirigente. Di sicuro non lo si fa sui giornali».
Ma anche Viale e Lari decidono di rispondere a mezzo stampa. «Per quanto riguarda - fanno notare - il livello comunale di Pisa, il segretario già a luglio ha evidenziato la necessità di costruire da subito un progetto politico per il 2018. A questo scopo, nella sede opportuna, quella di un'assemblea di partito, ha detto chiaramente che se il problema fosse stato lui e la sua segreteria, non ci sarebbe stato problema. Per quanto riguarda la segreteria provinciale, dalla quale Sandra Capuzzi si è dimessa sia pure non ufficialmente, ma a mezzo stampa, il partito provinciale è intenzionato a rendere più efficace il lavoro della segreteria ed era stato detto chiaramente da qualche settimana che appena terminata la campagna referendaria, qualunque fosse stato il risultato, si sarebbe ripartiti per dare maggiore slancio all'esecutivo, anche con la creazione di un coordinamento interno. Il lavoro del partito a tutti i livelli è stato sovrastato dalla campagna referendaria, alla quale anche Sandra Capuzzi e Salvatore Sanzo hanno dato il loro contributo. Ci sarà modo di analizzare nelle sedi opportune il risultato provinciale (che ha visto comunque quella di Pisa come una delle 12 province a livello italiano in cui è prevalso il Sì) e quello del comune di Pisa. Quello che preme adesso è lavorare ai progetti futuri, pensando già alle amministrative di Pisa con un coinvolgimento dei cittadini. Piuttosto, chi sente la necessità di attaccare il partito a mezzo stampa senza passare dagli organi e, quindi, dando dimostrazione di non avere la sensibilità del lavorare in squadra, dovrebbe valutare la coerenza delle dimissioni dalle cariche di partito e non anche da quelle istituzionali». (c.m.)
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