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«Sinopie, lavori lunghi perché complessi»
«Nessuna finestra dimenticata», replica l’architetto Sainati dopo le polemiche per l’ottava proroga del cantiere
PISA. Nessuna distrazione, solo l’esigenza di completare lavori complessi di restauro della facciata del Museo delle Sinopie, ospitato in un edificio del 1300. Così l’architetto Fabrizio Sainati (progettista e direttore dei lavori) replica alle polemiche che si alzano da piazza del Duomo, e dai bancarellai di piazza Manin, dopo che per il cantiere del museo è stata chiesta l’ennesima proroga (l’ottava) arrivando ad un totale che supera i tre anni. «Avevano iniziato a smontare il cantiere, ma forse si erano dimenticati di sistemare i finestroni», la voce della protesta.
«Non c’è stata alcuna sbadataggine o dimenticanza che abbia modificato il cronoprogramma né debbono essere cercate ulteriori maestranze», puntualizza Sainati. Il quale ripercorre la storia del cantiere, avviato nell’ottobre 2013 per sistemare facciata e tetto dell’intero edificio (non solo del museo) che «versavano in condizioni molto precarie: distacchi di materiale, infiltrazioni di acqua piovana, lesioni sulle architravi in pietra creavano oggettive condizioni di pericolo per le persone e quanto conservato all’interno». Le condizioni della piazza, dove le bancarelle erano addossate all’edificio, «non hanno peraltro consentito - precisa Sainati - di effettuare indagini preliminari all’apertura del cantiere. I primi mesi hanno consentito di approfondire la conoscenza della facciata, che presentava nella sua singolare estensione (oltre 1.400 metri quadrati) un’infinità di problemi di varia natura. È stata anche possibile la visione dello splendido basamento in pietra, nascosto in precedenza dai manufatti ad esso appoggiati, che ha richiesto una specifica attenzione progettuale».
La preziosità del contesto e della facciata stessa («troppo spesso, a mio parere, declassata al rango di semplice muro», dice Sainati), oltre all’impossibilità di effettuare analisi preventive, hanno reso ancor più complessa la valutazione di molte scelte, portata avanti sempre in stretta collaborazione con la Sovrintendenza. Molti sono stati i sopralluoghi, gli studi e le relazioni tecniche. «L’attività in tal senso - prosegue l’architetto - non ha mai avuto sosta in questi tre anni, nemmeno quando i lavori non sembravano progredire. Tra l’altro, sono stati nel frattempo eseguiti gli interventi sulle facciate del museo verso l’interno dell’ospedale e l’impermeabilizzazione della copertura con rimozione di un lucernario di oltre 250 mq».
Il restauro del paramento in mattoni e delle cornici in pietra serena hanno rappresentato, insieme alla ricostruzione delle parti mancanti, gli interventi più delicati, realizzati utilizzando le tecniche più avanzate. Le operazioni sono progredite dall’alto verso il basso «e la presenza delle impalcature di servizio - aggiunge Sainati - ha seguito lo stesso andamento». Ultimato il restauro del cornicione di coronamento, della parte alta della facciata e delle finestre del primo livello, da ottobre i ponteggi sono stati abbassati, liberando completamente la torre in angolo con via Roma. Successivamente sono stati eseguiti analoghi interventi sulle finestre al piano terra e nei prossimi giorni, assicura il progettista, «tutti i ponteggi in corrispondenza della facciata compresa tra via Roma e l’ingresso al museo saranno rimossi».
«Non c’è stata quindi alcuna sbadataggine o dimenticanza - ribadisce Sainati -. Lo smontaggio dell’impalcatura consentirà entro breve il completamento del restauro del basamento, in buona parte già eseguito. Nel prossimo periodo rimarrà solo il ponteggio in corrispondenza della porzione di facciata a destra dell’ingresso del museo, in conseguenza di alcune lavorazioni specifiche che questa parte richiede».
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