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Imprenditori locali in pressing sui 5 Stelle
PISA. Non lo nega, «questa è la nostra occasione certo», dice Valeria Antoni, consigliera comunale e anima del Meetup duro e puro, più vicino all’ortodossia di Grillo, ma «adesso la nostra...
PISA. Non lo nega, «questa è la nostra occasione certo», dice Valeria Antoni, consigliera comunale e anima del Meetup duro e puro, più vicino all’ortodossia di Grillo, ma «adesso la nostra responsabilità sarà doppia, l’arroganza di Renzi ci consegna un paese diviso, per questo non stappo lo spumante». E va bene, forse la leader di quello che è il più trumpiano fra i due gruppi che compongono il Movimento 5 Stelle in città sarà anche «preoccupata» ma non deve essere un caso che poche ore prima della debacle renziana lei, proprio lei, ricevesse una proposta di intervista da Al Jazeera. Esatto, la tv araba si è convinta che i 5Stelle saranno i prossimi a governare Pisa. Forse, un po’ prematura come previsione, ma Al Jazeera non è la sola a puntare sull’onda lunga del referendum. Che la Renxit possa durare a lungo ne sono convinti anche imprenditori, professionisti, tenutari pisani tradizionalmente vicini alla sinistra che in questi ultimi giorni però avrebbero bussato alla porta dei pentastellati. Fra di essi, anche Gino Zavanella, architetto e progettista dello Juventus Stadium che qualche anno fa ha elaborato un progetto anche per una nuova e futuristica Arena. Insomma, l’élite imprenditoriale starebbe cambiando verso, o saltando su un nuovo carro. In fondo basta guardare allo scontro interno al Pd cittadino e provinciale per capire che la sfida per le amministrative è aperta, sottolinea anche Elisabetta Zuccaro, l’altra consigliera comunale: «Il Pd locale non dà più le risposte che i cittadini si aspettano» tanto che «all'interno dei Dem cresce la consapevolezza di non essere sulla strada giusta». Ma Pisa è vicina a Cascina, di cui Raffaella Bonsangue vorrebbe importare il modello per vincere in città: «La bocciatura alle politiche economiche e non solo di Renzi è evidente, ed è evidente che il voto abbia anche delle ripercussioni locali - dice la coordinatrice provinciale di Forza Italia e presidente dei comitati pisani del No - Ma oltre a saper perdere bisogna anche saper vincere. Non possiamo perdere l’occasione per una proposizione unitaria del centrodestra. E escludo che si possa utilizzare questa vittoria per il consolidamento di percorsi personali. Sarebbe sbagliato partire da un candidato sindaco, prima si individui un programma condiviso con le liste civiche interessate a una coalizione, poi un nome su cui puntare». Ma l’addio di Giovanni Garzella ha aperto una frattura fra i forzisti? Eroderà consensi? «Lo vedremo - conclude Bonsangue - Ma non credo che tutto il suo elettorato abbia compreso la sua decisione». Possibile un accordo con i 5 Stelle? «I 5 Stelle andranno da soli. Ma non escludo accordi con tutti quelli che credono in un progetto comune. Sappiamo quali sono i problemi della città e le lacune di anni di governo Filippeschi, ma partire dall’individuazione di una persona potrebbe escludere alleanze. A Pisa dobbiamo replicare il modello Cascina».
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