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Anche Pisa grida il suo No alla riforma costituzionale

Anche Pisa grida il suo No alla riforma costituzionale

La delusione dei Comitati per il Sì. L’on. Fontanelli (Pd): «Un altro allarme per il centrosinistra locale». Buscemi (Fi): «Il vento in città sta cambiando»

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PISA. Anche Pisa, anzi l’area pisana, dice no alla riforma costituzionale. Si parte da percentuali intorno al 52% e si arriva più in alto, ad iniziare proprio dal capoluogo che tocca il 55%. A prima vista, volendo dare una sommaria interpretazione politica oltre il puro quesito referendario, la città non mostra alcuna decisa svolta in direzione renziana. Tutt’altro. Se i vertici locali, dal sindaco Marco Filippeschi al vicesegretario regionale del Pd Antonio Mazzeo si erano spesi nel sostegno al Sì, un no pesante pubblicamente dichiarato era arrivato da un big come il deputato Paolo Fontanelli. I numeri, sotto questo profilo, hanno dato una risposta evidente. Quello che potrà succedere negli equilibri democratici, anche in vista delle elezioni amministrative del 2018, resta tutto da scoprire. Fontanelli è netto: «Il campanello d’allarme era già suonato con Cascina, ora è ancora più evidente. Una situazione che può compromettere il governo del centrosinistra a Pisa se non ragioniamo e torniamo ad un rapporto più esteso con la società pisana».

Il carattere politico della consultazione si riflette nettamente nell’altissima affluenza. Il dato parziale delle 12 era stato subito significativo con il 24,2% degli aventi diritto: in pratica prima di pranzo già un pisano su quattro era andato alle urne. La conferma dai risultati finali, con tutti i comuni dell’area sopra il dato nazionale: Pisa 75.61%, San Giuliano 77.66%, Calci 74.94% e Vecchiano 76.42%.

Ad annusare l’aria erano già stati i comitati per il Sì assemblando per coalizioni i dati delle più recenti consultazioni. Prendendo gli esiti alle urne delle elezioni alla Camera 2013, europee 2014 e regionali di un anno fa avevano ottenuto, in media, un 53,57 per il No e un 46,43% per il Sì. Pronostico centrato. «I dati si sono come congelati. Ci aspettavamo un cambiamento del Paese che non c’è stato», il commento di Giuseppe Forte, assessore comunale e coordinatore dei comitati per il Sì. Il sindaco Filippeschi parla di «risultato molto chiaro, certamente anche con una valenza politica. E’ stata male impostata una campagna che non ha messo al centro i contenuti della riforma. Conseguenze sul governo di Pisa? Non credo, la città si è inserita in una tendenza nazionale. Anche nel Pd, si sa, le posizioni erano variegate. Il partito a livello generale ha la necessità di fare una riflessione molto approfondita».

Riccardo Buscemi, consigliere comunale di Fi-Pdl, sorride: «Nessun risultato elettorale è più scontato. Ci sono margini di manovra per modificare il panorama politico anche della nostra città». Per Giovanni Garzella (gruppo consiliare “Pisa è”) «con questi numeri si apre lo scenario di un ballottaggio alle prossime amministrative».

Francesco Loi

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