Il presidio
Preso a sprangate sulla testa in mezzo al bosco
Vittima dell’episodio un pensionato che stava tagliando la legna: stava pulendo i sentieri di un bosco a Coltano quando un malvivente gli ha dato una forte botta alla testa con un oggetto di metallo
PISA. «Avevo appena messo in moto la motosega, quando qualcuno mi ha colpito alle spalle. È stato un attimo, ho sentito un dolore lancinante alla testa e sono caduto».
Roberto Niccolai stava pulendo i sentieri di un bosco a Coltano quando un malvivente gli ha dato una forte botta alla testa con un oggetto di metallo, forse una mazza o un palo. «Ho impiegato qualche minuto per riprendermi dall'impatto e cercare di capire cosa era successo - racconta il pensionato coltanese -. Quando mi sono girato non c'era nessuno. Chi mi ha attaccato si era dileguato nella macchia. Per fortuna cadendo non mi sono ferito con la motosega in funzione».
Un episodio inquietante per la ferocia gratuita e la rapidità dell'attacco: è bastato un solo colpo per mandare a terra ko Niccolai, che periodicamente, insieme ad altri abitanti della località, mantiene i sentieri dei boschi fruibili alla cittadinanza. Siamo in un un'area agricola e residenziale, all'interno del Parco naturale di San Rossore. I percorsi immersi nella natura sono meta abituale degli amanti della natura, che li attraversano in bici o a cavallo. Il bosco in questione si trova vicino a via della Lavoria ed è noto per essere frequentato da spacciatori e acquirenti: in passato è stato oggetto di "retate" da parte delle forze dell'ordine, ma da alcuni mesi la situazione è tornata ad essere come prima. Il motivo di questa aggressione potrebbe essere legato agli illeciti traffici che avvengono nella fitta boscaglia. Forse il rumore della motosega di Niccolai ha interrotto il silenzio tanto caro a chi si nasconde tra gli arbusti, suscitando la reazione violenta di un malvivente.
«Quando sono tornato a casa ho chiamato l'ambulanza e la polizia - dice ancora Niccolai -. In ospedale mi hanno medicato la ferita e vi hanno trovato un pezzo di metallo. Forse hanno usato una spranga o un tubo per colpirmi. Purtroppo non ho visto chi è stato». Niccolai se l'è cavata con venti punti di sutura sul cranio. E un forte spavento. «Di sicuro non andrò mai più da solo in quel posto. Ormai, anche in pieno giorno, possono succedere episodi simili».
Durante l'incontro dedicato al No al referendum, organizzato per mercoledì sera al circolo Arci di via Palazzi, molti residenti hanno manifestato la loro solidarietà a Niccolai. «Siamo furiosi per questo episodio annunciato - afferma Paola Balestri -. Il bosco è abitato da anni da delinquenti. La polizia lo sa. Servono più controlli».
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