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Pisa

POLIZIA MUNICIPALE IN LUNGARNO GUADALONGO

Chiede “pizzo” della sosta arrestato un senegalese

Chiede “pizzo” della sosta arrestato un senegalese

PISA. È uno dei tanti che presidiano i parcheggi a caccia di monetine e che da questuanti fastidiosi a volte degenerano nelle minacce a chi sceglie di non cedere alle insistenze rimarcate con...

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PISA. È uno dei tanti che presidiano i parcheggi a caccia di monetine e che da questuanti fastidiosi a volte degenerano nelle minacce a chi sceglie di non cedere alle insistenze rimarcate con eccessi anche fisici.

Il confine tra richiesta di soldi ed estorsione è stato superato ieri mattina in lungarno Guadalongo dove la polizia municipale ha arrestato un senegalese di 26 anni, Khadim Ndyaye, senza fissa dimora. È accusato di tentata estorsione e resistenza e violenza a pubblico ufficiale, l’immigrato finito al Don Bosco dopo l’intervento dei vigili urbani invocato da una donna che si è sentita più che minacciata dal giovane.

La telefonata alla centrale di via Battisti ha allertato la pattuglia coordinata dal vice comandante, Paolo Migliorini. «Aiutatemi, c’è una persona che mi chiede soldi per parcheggiare» è stato l’appello-sfogo di una donna spaventata per quello che le stava accadendo.

Quando gli agenti sono arrivati in lungarno Guadalongo hanno trovato l’automobilista a cui veniva impedito di lasciare la macchina in sosta e il senegalese. Schierato davanti alla donna, quasi a volerla sopraffare con la sua stazza fisica, con il suo corpo trasformato in ostacolo al parcheggio. «Pretendeva di riscuotere un vero e proprio pizzo dalla donna» spiegano al comando della municipale.

«Siamo arrivati e la donna era spaventata e tremante – proseguono gli agenti –. Ci ha raccontato che già da alcuni giorni lo stesso uomo l'aveva minacciata, le aveva fisicamente impedito di parcheggiare, le aveva richiesto del denaro e, al suo rifiuto, aveva colpito ripetutamente la vettura danneggiandola e minacciando di provocare altre ammaccature se non avesse "sganciato" i soldi o non se ne fosse andata».

Lei, terrorizzata, si era allontanata temendo che le minacce si traducessero in un’aggressione fisica. Bloccato e sistemato nell’auto di servizio, il senegalese, secondo la polizia, una volta al comando, mentre gli agenti lo stavano identificando, ha reagito con violenza scagliandosi contro il personale in divisa. Di qui la denuncia per resistenza e violenza a pubblico ufficiale che con la tentata estorsione è servita a spedirlo in carcere.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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