Il Tirreno

Pisa

Caro Tirreno, ecco i nostri sogni per il quartiere

di Danilo Renzullo
Caro Tirreno, ecco i nostri sogni per il quartiere

Appendice a sorpresa del Caffè organizzato lunedì: gli alunni della Gamerra cambierebbero così il paese

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PISA. Forse un giorno arriveranno anche sulla scrivania del sindaco. O su quella di una degli assessori competenti. Per adesso sono racchiuse in un contenitore che la scuola ha consegnato alla redazione del Tirreno.

Una sorta di scatola dei desideri. Alla quale sono stati affidati i sogni nascosti di decine di bambini. La cui innocenza e spensieratezza hanno portato ad immaginare un quartiere che fa della socialità e dell'aggregazione il suo punto cardine, attraverso quella riqualificazione complessiva da tanto tempo invocata, ma non ancora concretizzata.

I bambini di Putignano non immaginano un quartiere stravolto, dove moderne e fantascientifiche costruzioni vadano a sostituire le peculiarità di quel borgo di periferia. Né radicali interventi che rischierebbero di cancellare la sua identità. Desiderano al contrario vivere un quartiere dinamico e animato da negozi di vicinato, dove punti di ritrovo, parchi e strutture sportive possano riunire anziani, giovani e bambini e accorciare le distanze con la città.

Piccoli desideri affidati ad una cinquantina di fogli di quaderno con i quali i bambini di Putignano hanno voluto aderire al Caffè Tirreno - l'iniziativa del nostro giornale per incontrare i cittadini e raccontare i problemi e le peculiarità della città - che dai tavolini del bar del circolo Arci di Putignano (dove si è svolta lunedì scorso) si è idealmente spostata sui banchi di scuola della limitrofa secondaria di primo grado Gamerra.

«Ci è sembrato giusto e bello far sentire anche la voce dei bambini per cercare di migliorare il quartiere - spiega Oriana Carella, vicepreside dell'istituto di via Ximenes -. Non abbiamo chiesto di dire cosa non va nel quartiere, ma abbiamo spronato gli studenti ad avanzare proposte per renderlo più bello».

All'iniziativa hanno partecipato tutti gli studenti residenti a Putignano. Ognuno ha lasciato la propria letterina in una scatola posizionata all'ingresso dell'istituto.

«È la voce spontanea dei bambini - prosegue Carella - che potrebbe sfociare anche in proposte concrete da rivolgere al Comune».

Un fiume di letterine. In cui pensieri, richieste e desideri compongono un ideale quartiere dove i colori ritornano a splendere di quella felicità che oggi i bambini sentono invece offuscata dalla mancanza di spazi di aggregazione, di strutture sportive e aree verdi e rappresentata nei loro disegni in bianco e nero dove case e strade dipingono quasi un senso di abbandono.

Una piscina, un parco e un cinema. Proposte, idee e desideri per stilare un progetto di rinascita per quel quartiere «quasi perfetto» che «per raggiungere la perfezione» avrebbe bisogno, secondo i piccoli residenti, di pochi accorgimenti materiali e di una «maggiore vigilanza e manutenzione».

Una gelateria, un parco giochi, un campo sportivo e una piscina. Infrastrutture da accompagnare ad una maggiore sorveglianza «perché - scrive Nello - la sera non si può mai uscire senza timori», ma anche «per impedire ai ladri di entrare nelle case», aggiunge Alessio, e debellare il fenomeno dei furti che da mesi ha attecchito e attaccato Putignano.

Tante piccole richieste e un sogno comune: una sala cinematografica. «Un cinema per restare nel quartiere e non andare più in città», scrivono gli alunni della seconda D. Ma anche un punto di ritrovo per bambini e ragazzi. «Non un bar - specifica Shanti nella sua letterina -. Di bar ne abbiamo anche troppi. Vorrei un posto dove ritrovarsi, parlare e ascoltare musica». Ampliando ad esempio «il circolo Arci, sistemando il piccolo parco giochi e realizzando una grande area verde attrezzata con panchine e zone dove poter giocare», propongono gli studenti della Gamerra aggiungendo alla lista dei loro desideri quella che per il quartiere è l'opera prioritaria da realizzare, ma per troppo tempo rimasta chiusa in un cassetto: l'eliminazione del passaggio a livello e la realizzazione di un sottopassaggio «perché i treni passano frequentemente e fermano le macchine, formando lunghe code e ritardando il nostro arrivo a scuola», scrivono i piccoli alunni dell'istituto di via Ximenes. Che, chissà, se quel cambiamento sperato un giorno lo potranno anche vivere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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