Il Tirreno

Pisa

«O paghi il debito, o rubi per noi» Mesi d’inferno per un sedicenne

di Sabrina Chiellini
«O paghi il debito, o rubi per noi» Mesi d’inferno per un sedicenne

A causa dell’estorsione il ragazzo si era addirittura allontanato da casa. Sgominata dai carabinieri la baby gang che lo ricattava: due gli arresti in flagranza, un 19enne e una rumena di 18 anni

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. “Se non paghi il debito andrai a rubare per noi” . Una minaccia che ha spaventato un ragazzo di 16 anni, di Cascina, vittima di un ricatto e delle minacce di due giovani che lo hanno anche picchiato nella speranza di convincerlo a pagare un debito legato allo spaccio di droga. C'è quindi una storia di bullismo e di droga dietro a due arresti per estorsione effettuati dai carabinieri di Cascina. Una vicenda che aiuta in parte a capire anche il disagio di un adolescente di 16 anni, cascinese, che nell'ultimo anno si era allontanato da casa per due volte, senza un apparente motivo e che invece ora ha trovato una sua spiegazione. Il ragazzo era arrivato a rubare alcuni monili d'oro a casa dei nonni ed era stato anche denunciato alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Firenze.

I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Samuel Pallotti, 19 anni, e una rumena di 18 anni, Andreea Bob, domiciliati a Pisa, in un alloggio popolare di Gagno, sospettati di far parte di una baby gang dedita allo spaccio di droga tra i giovanissimi.

La rapida indagine, condotta dai carabinieri di Cascina e diretta dalla Procura della Repubblica di Pisa, è stata avviata a seguito dell'allontanamento, venerdì scorso, del ragazzo da Cascina, ritrovato dai carabinieri a Pisa lunedì 29. Venerdì il sedicenne aveva incontrato i due arrestati in Corso Italia, lo avevano minacciato intimandogli di pagare il debito. La ragazza, considerata dagli inquirenti l'autrice delle minacce più incisive, lo aveva colpito con una ginocchiata al volto, così da rendere più convincenti le sue richieste. Il ragazzo, messo sotto pressione, era scappato da casa, aveva vagato tra Pisa, Livorno e Firenze, dove era stato rintracciato grazie alla mappatura del suo telefono cellulare. Così quando i carabinieri lo hanno ritrovato a Pisa, sentendo il giovanissimo sulle circostanze del suo disagio, i militari hanno accertato che l'allontanamento era la conseguenza del clima di terrore subìto a causa delle minacce dei due maggiorenni, già manifestate nei giorni precedenti con l'aggressione fisica avvenuta in pieno centro a Pisa. Il movente, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri, era da ricercarsi in alcune partite di hashish che la vittima aveva acquistato per destinarle allo spaccio, il cui pagamento, dilazionato nel tempo, sembrava non doversi mai concludere per le pretese dei due di una somma di oltre 1.000 euro, a cui il minore non riusciva a far fronte.

E così successivamente il minorenne ha accettato di presentarsi, sempre dietro minaccia, ad un appuntamento "chiarificatore" con i due. Dopo aver messo insieme un po' di soldi, per timore di rappresaglie, ha consegnato loro alcune centinaia di euro: l'incontro è avvenuto all'interno del centro commerciale "I Borghi" di Navacchio. Se il ragazzo non avesse portato il denaro avrebbe dovuto rubare prodotti tecnologici al Centro dei Borghi. Incontro che è stato documentato dai carabinieri, che già tenevano sotto osservazione la coppia controllandone i movimenti e le loro conversazioni telefoniche.

«L'immediato intervento dei militari ha permesso l'arresto nella flagranza del reato di estorsione dei due ed il sequestro di 350 euro, provento dell'attività illecita», ha spiegato il capitano Michele Cataneo, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera. L'analisi del telefono in uso alla vittima ha consentito di trovare riscontro agli episodi di minacce che il giovane aveva subìto nel tempo. «Centrale è risultato essere il ruolo della giovanissima arrestata, che aveva il compito di minacciare la vittima e passare alle vie di fatto spalleggiata dal compagno», ha aggiunto l'ufficiale dell'Arma.

I due arrestati, noti alle forze dell'ordine per i gravi precedenti penali che gravano su entrambi (reati contro il patrimonio, la persona e in materia di porto di armi), sono ora in carcere. I carabinieri continuano le indagini, ritenendo che altri minorenni possano essere caduti nella rete della coppia che reclutava, stando alle accuse, minorenni da avviare allo spaccio di hashish.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera