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L’Arsenale raddoppia, una sala-bis per il cineclub
Nasce nella storica rivendita Ranieri Triglia. Recuperato un ampio spazio del centro storico chiuso da quasi un decennio. Questa sera la proiezione de “Il cittadino illustre”
PISA. Il cinema incontra la storia. E lo fa trasformandosi in un luogo polivalente dove il grande schermo diventa sinonimo di tradizione e innovazione, coniugandosi in un ideale percorso fatto di cultura e aggregazione. Il Cineclub Arsenale raddoppia. E lo fa recuperando un ampio spazio del centro storico chiuso da quasi un decennio.
Questa sera, la proiezione de "Il cittadino illustre" (film argentino diretto da Gastón Duprat e Mariano Cohn) inaugurerà Arsenale 2, la nuova sala dello storico cinema d'essai che, alla soglia del suo trentacinquesimo anno di attività, ha deciso di regalarsi una seconda sede, riaprendo gli spazi di via San Martino 69 che fino a qualche tempo fa hanno accolto la rivendita di metalli della notissima ditta "Ranieri Triglia".
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Dove le piccole perle d'autore e le pellicole di piccola distribuzione contribuiranno adesso a riscrivere e proseguire la storia di una struttura che nel corso dei secoli si è adeguata alle trasformazioni del tempo, senza mai perdere il suo fascino originario. Nel 1200 era un piccolo ospedale, inserito probabilmente nel complesso edilizio dell'ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Poi trasformato in un granaio, fino alla conversione in una rivendita di ferro e, negli ultimi anni di apertura, in un negozio di sanitari. Poi la chiusura, seguito dal vano tentativo di trasformare i locali in una discoteca.
Una piccola mostra permanente delle strumentazioni cinematografiche della Cosmopolitan Film, accompagnata dall'esposizione di storici manifesti cinematografici, accoglierà gli utenti e i visitatori che, prima di immergersi nella piccola ma accogliente sala da cinquanta posti - attrezzata con le poltrone dell'ex cinema Lumière - potranno ammirare le volte che disegnano le variegate geometrie di quello che un tempo era il "Palazzo dell'abbondanza", oggi vincolato dalla Sovrintendenza ai beni culturali.
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«L'idea di una seconda sala nasce dall'esigenza di proseguire la nostra classica programmazione e, contemporaneamente, portare avanti nel fine settimana le prime visioni d’essai, che proseguiranno nella nostra storica sede», spiega Alberto Gabbrielli, direttore e cofondatore dell'Arsenale, che alle proiezioni affiancherà corsi, laboratori, mostre e varie iniziative culturali.
«Più che una sala cinematografica - prosegue Gabbrielli - sarà un luogo polivalente», ideologicamente e quasi fisicamente unita alla storica sala di vicolo Scaramucci da una stradina privata, sovrastata da un giardino pensile, che lambisce la sede originaria del Cineclub e sfocia in via San Bernardo, che nelle prossime settimane sarà aperta creando una sorta di percorso temporale tra la prima e la nuova vita dell'Arsenale.
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