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Coltello alla gola della convivente: condannato a 9 mesi

Pietro Barghigiani
Coltello alla gola della convivente: condannato a 9 mesi

Minacce e violenza privata le accuse

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PISA. Un colpo di fulmine che dalla sera alla mattina trasformò l’incontro in discoteca in una convivenza. Bruciarono i tempi i due giovani che in un locale del Pisano passarono dalla conoscenza a un rapporto stabile. Almeno nelle intenzioni. Di lì a poco l’aspirante coppia, lui residente a Montaione, lei a Lari, capì che il batticuore della prima sera non significava poter vivere insieme senza liti. Che, nel corso dei due anni di convivenza, videro l’uomo scagliarsi contro la sua compagna in un crescendo di scontri e incomprensioni mai chiarite con il dialogo. In un’occasione il litigio degenerò nella minaccia con un coltello puntato alla gola della donna.

Denunciato e rinviato a giudizio, il giovane, Daniele Mastrocinque, 28 anni, è stato condannato dal giudice Paola Giovannelli a 9 mesi, con la condizionale, per minacce e violenza privata. Il pm onorario, Giovanni Pepe, aveva chiesto 2 anni. È una storia che risale al 2013 quella che ieri in Tribunale è arrivata al primo grado di giudizio. L’intesa iniziale che si trasforma prima in disagio quotidiano e poi in paura conclamata.

La scelta di lei, sottolineata nell’azzardo dei tempi durante le udienze, di andare a convivere il giorno dopo l’incontro in discoteca, potrebbe far pensare a una decisione avventata. Quasi un concorso di colpa, del tipo «se l’è andata a cercare». Così non è stato. Rispetto alla denuncia presentata dalla ragazza le testimonianze, anche della stessa parte civile, sentite nel corso del dibattimento hanno modificato contesto e responsabilità dell’imputato. Un ridimensionamento delle accuse che non ha, però, disinnescato la gravità delle contestazioni della Procura. Più un giovane con atteggiamenti da guappo che una persona dall’indole violenta, l’imputato protagonista, secondo la sentenza, di scatti d’ira e di quel gesto - il coltello puntato alla gola - che fece deragliare il rapporto ormai compromesso. Fino alla denuncia e ora alla condanna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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