Il Tirreno

Pisa

Disastri e catastrofi, l’alluvione vista dai ricercatori Cnr

di CARLO VENTURINI
Disastri e catastrofi, l’alluvione vista dai ricercatori Cnr

Presentato il libro di Ottavio Zirilli e Nicola Marotta analizza i rischi, l’esposizione e la vulnerabilità dei territori

2 MINUTI DI LETTURA





di CARLO VENTURINI

«Ritrovarci a 50 anni dall'alluvione, vuol dire ricrodare a chi non l'ha vissuta ciò che è stata e ricordare a tutti che non siamo ancora fuori pericolo».

Lo dice Ottavio Zirilli, responsabile del Cnr di Pisa alla presentazione del libro, da lui scritto assieme a Nicola Marotta, "Disastri e catastrofi- rischio, esposizione, vulnerabilità e resilienza". Il libro gode della prefazione di Mario Tozzi ed è stato presentato in occasione del 50°anniversario dall'alluvione. Zirilli ha coordinato le esercitazioni per l'emergenza Arno nel 2012 e nel 2016 e poi ha coordinato la vera emergenza di gennaio e febbraio del 2014 nell'area del Cnr su cui gravitano ogni giorno 3mila persone.

«Il problema dell'alluvione del 4 novembre del 1966 fu la non percezione del rischio, rischio non percepito anche nel 1800 quando furono abbassate le spallette che erano state innanlzate nel 1777», dice Zirilli. Oggi le cose vanno meglio perché la tecnologia aiuta. «Sì - dice Zirilli - ci arrivano le allerte anche sul cellulare, la macchina organizzativa della protezione civile è rodata ma costruiamo troppo, costruiamo persino nel letto del fiume».

Nel libro viene esaminato il rischio disastri e la stima della probabilità, esposizione e della vulnerabilità, aspetti fondamentali della valutazione ai fini delle strategie per l'attenuazione degli effetti disastrosi. Gli argomenti trattati sono tuttavia di ampio respiro, pertanto chiunque sia interessato alla politica delle catastrofi e gestione delle emergenze troverà alcuni principi di base e concetti che consentono di apprendere a pieno la materia trattata. Tante le motivazioni che hanno portato alla pubblicazione, una in particolare prevale sulle altre, ed è l'assenza di una figura professionale altamente specializzata del settore risk management, che sappia procedere ad una gestione integrata del rischio, ad approntare una progettazione prestazionale efficace.

«La figura professionale a cui il libro è rivolto - interviene Marotta - è dunque quella del disaster manager, una figura specialistica che opera nel campo della sicurezza, in particolare nella gestione dei disastri e catastrofi, in grado di gestire, dal punto di vista organizzativo e di coordinamento, tutte le delicate fasi di crisi connesse a un evento calamitoso».

Il volume intende anche fornire un supporto qualificato ed una guida di riferimento alle difficoltà che impegnano comunicatori pubblici, tecnici della sicurezza, professionisti, formatori, operatori del soccorso e della protezione civile. Alla presentazione era presente il vice sindaco Paolo Ghezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera