Il presidio
Facile cambiare banco a Palazzo Gambacorti
In tre anni assemblea stravolta dai ricollocamenti politici
PISA. L’ultimo in ordine di tempo è stato Giovanni Garzella. Dalla guida del gruppo consiliare Forza Italia-Pdl è passato al gruppo misto con la neonata formazione “Pisa è...”. Da lui fondata e solo da lui composta. Ad affiancarlo in quello che è diventato un riparo per fuoriusciti dai vari partiti che siedono nell’assemblea cittadina, molti altri “transfughi” che, in rottura con i movimenti politici con i quali sono stati eletti, sono transitati nel gruppo fondato da Armando Paolicchi nell’ottobre 2014 dopo aver abbandonato Sel e la maggioranza, per poi dimettersi un anno dopo. Sostituito dall’avvocato Elisa Giraudo, che però non aderisce al gruppo misto e va a re-incrementare i ranghi di Sel, nel frattempo passata all’opposizione in contrasto con la maggioranza Pd-Riformisti-In lista per Pisa.
Un anno dopo stesso copione: l’avvocato lascia il posto all’ex difensore nerazzurro Emiliano Niccolini e il gruppo si trasforma in Sinistra Italiana-Sel. Si dirà: «Solo gli stolti non cambiano idea». Ma la massima è stata trasformata in un mantra dagli amministratori pisani che, dopo aver superato abbondantemente metà legislatura, hanno quasi stravolto il consiglio comunale eletto nel maggio 2013. Abbandoni, trasformazioni e cambi di casacca. Spinti da motivi lavorativi, personali o politici. Almeno una ventina dall’inizio della seconda giunta Filippeschi, non immune alle trasformazioni che hanno attraversato l’assemblea cittadina.
Le dimissioni di Dario Danti (alllora Sel) da assessore alla cultura hanno spianato la strada ad Andrea Ferrante, sostituito da Maria Antonietta Scognamiglio sui banchi del Pd, dove (tra gli altri) si sono seduti prima Massimo Chiarugi e poi Nicola Pisani in sostituzione del dimissionario Simone Vanni. Una stagione di politica mutevole inaugurata da Franco Mugnai, che a pochi mesi dalle elezioni ha preferito portare a termine gli impegni alla presidenza della Fondazione di An anziché quelli chiesti dagli elettori pisani, lasciando il posto al collega di Forza Italia Gino Logli, a sua volta dimessosi a favore di Virginia Mancini dopo la chiamata a Cascina, dove veste i panni di assessore. Alla giunta Ceccardi si è avvicinato nel ruolo di funzionario anche Raffaele Latrofa che, eletto nella lista Noi Adesso Pis@, ha deciso prima di mettersi in proprio e poi di dar vita ad un valzer di nomi per il proprio gruppo. Che sarebbe meglio chiamare formazione individuale. Prima l’adesione ad Ncd, poi la trasformazione in “Pisa nel cuore”, che potrebbe ulteriormente cambiare con l’adesione di Latrofa al movimento Idea di Gaetano Quagliariello.
I duri e puri del consiglio comunale sono ormai una rarità. Fedeli alla linea dettata dagli elettori restano Una città in comune-Prc, In lista per Pisa e Riformisti per Pisa. Un’unione teorica continua a reggere anche il Movimento 5 Stelle, dilaniato però dalle beghe interne tra Elisabetta Zuccaro e l’asse Valeria Antoni-Gianfranco Mannini, che potrebbe continuare ad alimentare la saga di ricollocazioni dei consiglieri comunali e di ricomposizione dei gruppi consiliari.
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