Il Tirreno

Pisa

Porta a Mare: un salto di qualità in cinque punti

I residenti del quartiere ci hanno raccontato disagi e possibili soluzioni ai problemi della zona nell’incontro di “Caffè Tirreno”: ecco le principali

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PISA. Nel nostro “viaggio” a Porta a Mare, grazie al primo incontro del ciclo “Caffè Tirreno”, abbiamo toccato con mano la realtà del quartiere. I pregi di un’area che si sta lasciando alle spalle la realtà industriale, attraverso riqualificazioni urbane ed opere anche di valore ambientale come l’apertura dell’Incile. Ma anche i difetti di un quartiere che è “porta” d’ingresso da sud della città, con conseguenze inevitabili sui flussi di traffico. E’ inoltre una zona che, non diversamente da altre, deve fare i conti con le problematiche della sicurezza e del degrado. Per questo Porta a Mare, al pari di altri quartieri, chiede attenzioni che arrivino alle periferie così come sono state dedicate al centro.

Tirando le somme delle tante chiacchierate fatte con i residenti che ci sono venuti a trovare, così come con la presidente del Ctp2 Benedetta Di Gaddo e con il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord Simone Romoli, abbiamo individuato cinque interventi prioritari tra quelli che ci sono stati indicati dagli abitanti di Porta a Mare, e in particolare dai tre che abbiamo individuato come nostre “sentinelle” ed “ascoltatori” delle esigenze del quartiere per mantenere un filo diretto che dovrà accompagnarci nel tempo. Anche perché, rispetto alle cinque priorità riassunte nella grafica di questa pagina (con il fazzoletto annodato a titolo di promemoria), torneremo a verificare se gli interventi richiesti saranno stati raccolti ed eseguiti.

Passiamo quindi in rassegna questi interventi (senza dimenticare la rotatoria da costruire all’incrocio tra Aurelia e via Fossa Ducaria e la conclusione dei lavori all’Incile). Cominciamo dalle telecamere di videosorveglianza, con adeguata illuminazione, richieste per il sottopasso che collega via Aldo Moro e via Ponte a Piglieri. «Le persone, soprattutto la notte, non lo imboccano serenamente», ha detto Pietro Paolo Lupi, residente e fondatore dell’associazione di quartiere “Il Muretto”, una delle nostre “sentinelle” anche se preferisce essere definito “ascoltatore”. Nel contesto del bilancio partecipato, questa è una richiesta già avanzata all’amministrazione comunale, ha confermato Benedetta Di Gaddo. Questo è il primo nodo da sciogliere.

Proseguiamo con la questione delle strisce pedonali. L’attraversamento dell’Aurelia, quasi all’altezza del Bar Livorno, è ancora disegnato di giallo. Un provvisorio che si trascina nel tempo. Poche settimane fa nella zona un uomo è stato travolto ed ucciso da uno scooter. «Per attraversare a piedi la strada principale - è ancora Lupi a parlare - servono altre strisce pedonali. Bisognerebbe replicare anche di fronte al Bar Livorno quelle che già ci sono davanti alla Coop. Serve un’isola, in mezzo alla carreggiata, che permetta ai pedoni di fermarsi tra le corsie in sicurezza, in attesa che transitino i veicoli».

Avanti. In via Aldo Moro, l’area verde con giochi per bambini è diventata un rifugio per sbandati e tossicodipendenti. «Qui occorre una pulizia fatta in modo approfondito, una vera e propria bonifica in modo che le mamme con i loro figli possano tornare a frequentare il giardino in tutta tranquillità», segnala Giuliano Taddei, residente di via Moro, un’altra “sentinella”.

Ancora in via Moro viene fatta presente la necessità di sistemare i marciapiedi che in vari punti sono rotti e sconnessi. «In particolare nel tratto di fronte all’ingresso dell’ufficio postale, dove l’avvallamento presente tra le mattonelle rappresenta un pericolo soprattutto per le persone anziane», sottolinea Taddei. Anche la direzione delle Poste ha già fatto richiesta al Comune in questo senso. L’amministrazione aveva preso l’impegno di rifare i marciapiedi ed i residenti restano in attesa che l’intervento venga realizzato. Anche Il Tirreno si mette in attesa.

Quinto nodo da sciogliere la promessa rotatoria da costruire all’incrocio tra via Nino Pisano, via Sardo e via Fazio. L’inserimento su via Fazio avviene in maniera difficoltosa per riuscire a vedere le auto provenienti da sinistra, mentre c’è chi sfreccia senza fermarsi. «Un’autentica necessità», la definisce Kety Ghelardi della tabaccheria di via Nino Pisano, da noi prescelta per essere la terza sentinella del quartiere. La sua considerazione finale, come esponente dell’associazione di quartiere “Il Muretto”, è un significativo spunto di riflessione: «Cerchiamo in ogni modo di coinvolgere i giovani nella vita e nelle attività di quartiere, ma è difficile perché sono distaccati e disillusi. Invece del loro apporto ci sarebbe un gran bisogno».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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