Il Tirreno

Pisa

In giro ci sono bande di ladri e Carla assolda i vigilantes

In giro ci sono bande di ladri e Carla assolda i vigilantes

Al vicino di casa di via Marangone hanno sfondato la porta con un piede di porco e la signora per evitare i furti paga le guardie giurate. Proprio come i negozianti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Al vicino di casa, qualche mese fa, hanno sfondato il portone con un piede di porco. Erano le sei del pomeriggio, non l’una di notte. E non siamo nel Bronx, ma a Porto a Mare, in via Marangone. Così, Carla Ricci, per difendersi dai ladri ha deciso di fare appello alla vigilanza privata. Come i negozianti. «Pago un euro al giorno più Iva – confida la signora, che è venuta a trovarci al Coffee Bar per la prima tappa pisana del Caffè Tirreno – quindi circa 37 euro al mese. La notte, a orari diversi ogni volta, i vigilantes controllano che tutto fili liscio e lasciano il loro cartellino. Se i miei vicini facessero tutti come me, la sicurezza della zona ne beneficerebbe».

I problemi maggiori – secondo la signora – arrivano da via di Viaccia, dove fino a qualche tempo fa c’era un insediamento abusivo di nomadi. «La presenza di giovani rom nella zona sta facendo emergere la piaga dell’adescamento di persone anziane», conferma Kety Ghelardi della tabaccheria di via Nino Pisano, oltre che esponente del comitato di quartiere “Il Muretto”. «Abbiamo testimonianze dirette nella zona. Fermano uomini di una certa età con la domanda classica: “Vuoi compagnia?”. Ci siamo rivolti ai carabinieri per capire come comportarci, ma ci hanno detto che tutto deve necessariamente partire dalla denuncia di un adescato. Se non avviene non si può fare niente».

La presenza dei nomadi viene segnalata anche da Marco Salvadori, titolare del Coffee Bar all’interno dell’ipermercato Coop di via Ponte a Piglieri, ma anche dello storico Bar Livorno. «La situazione è migliorata negli ultimi tempi – aggiunge – però ci auguriamo che l’impegno delle forze dell’ordine non diminuisca, anzi sia ancora più intenso. Sicuramente la presenza della Coop e la costruzione della rotatoria hanno contribuito a migliorare il quartiere». Proprio quel tratto di Aurelia di notte diventa il luogo di lavoro di diverse prostitute. «Un signore – dicono diverse persone che ci hanno fatto visita al Caffè Tirreno – ci ha confidato di essere stato palpato da una prostituta nelle parti basse in via di Viaccia. Ormai non hanno più paura: quando ti vedono passare, le loro avances si fanno molto esplicite».

Per debellare il degrado in questo angolo di quartiere – è il giudizio dei residenti – serve che la mano pubblica completi la riqualificazione dell’area a ridosso dell’Incile, in primis il suo collegamento con l’Arno, che sarà possibile solo a seguito della ricostruzione del ponte che porta a via di Viaccia. La sua sezione, per altro, sarà innalzata per renderlo navigabile anche alle barche più grosse. Più avanti, nel prosieguo degli interventi, è previsto l’allungamento della pista ciclabile esistente e la creazione di un grande parco, che arriverà fino al viadotto della superstrada. Importanti sono anche gli investimenti privati. «La zona negli ultimi anni ha beneficiato dell'interesse dimostrato dalle imprese che hanno deciso di investire a Porta a Mare e ai Navicelli – sottolinea Sergio Brondi, residente della zona – e l’ultimo è Bricoman, che approderà presto da queste parti. Grazie alla riqualificazione e alla costruzione degli edifici annessi alla Coop la vivibilità è migliorata. Ma rimane ancora molto da fare: penso all’area ex Galazzo, dell’ex Siticem e in via di Viaccia». Finché il cerchio non si chiuderà, degrado e insicurezza in questo angolo di rione rischieranno di avere la meglio. E Carla, al pari degli altri abitanti, sarà obbligata a chiamare i vigilantes.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web