Il presidio
Più sicurezza e meno traffico per Porta a Mare che cambia
Concluso il primo appuntamento con i nostri cronisti al primo Caffè Tirreno di Pisa. Siete venuti in tantissimi a raccontarci i problemi e le soluzioni da apportare nel quartiere
PISA. Da una parte c'è quel traffico insopportabile che nelle ore di punta blocca la statale Aurelia. Dall'altra - ai confini del quartiere in direzione La Vettola - là dove l'amministrazione ha in mano un importante progetto di riqualificazione come l’apertura del canale Incile regnano il degrado e la paura. Episodi di spaccio, baby prostitute rom che adescano gli anziani.
Al Caffè Tirreno - la nostra iniziativa che, dopo Livorno, ha debuttato anche a Pisa nel quartiere di Porta a Mare al Coffee bar di Marco Salvadori - sono venuti tantissimi cittadini. Residenti e lavoratori della zona che ci hanno raccontato cosa va e cosa non va dell'area urbana di recente rinnovamento a pochi metri dallo stabilimento della Saint-Gobain.
Un insediamento abitativo che negli ultimi anni è cambiato molto, si è lasciato alle spalle i connotati di quartiere industriale ed operai, è certamente migliorato in vari aspetti, ma i residenti non mancano di far notare le criticità che i cambiamenti si portano dietro. Alcuni attraversamenti pedonali da aggiungere a quelli esistenti, ad esempio, visto che il quartiere - dice Sergio Brondi - "è tagliato in due dall'Aurelia, intasata dal traffico nelle ore di punta".
Carla Ricci, che ugualmente vive in zona, è costretta a pagare un istituto di vigilanza privata per garantire alla sua famiglia una maggiore sicurezza soprattutto nelle ore notturne. "Pago un euro al giorno più Iva - sostiene la signora - e mi dicono che forse sono anche spese detraibili. Purtroppo vicino casa mia, verso l'Incile, ci sono brutti episodi di spaccio e prostituzione. Dobbiamo difenderci così".
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