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Pisa

Morto Andreoni, una vita fra teatro artigianato e Piaggio

di Pierluigi Ara
Morto Andreoni, una vita fra teatro artigianato e Piaggio

Ex operaio e idraulico, colpito da un malore improvviso Aveva 80 anni. Gli amici: «La sua comicità contagiava tutti»

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CALCI. La comunità della Vallegraziosa, e non solo, è in lutto per la scomparsa di Alfio Andreoni. Artigiano ed ex operaio della Piaggio molto conosciuto e apprezzato, era l'amico di tutti. Aveva 80 anni, ma non li dimostrava affatto. Si è conquistato una certa notorietà come attore nella compagnia della Pecchia, gruppo amatoriale teatrale che da anni tiene spettacoli in provincia di Pisa, privilegiando la satira e l'ironia.

Andreoni era il decano della compagnia e non faceva mai mancare l'incoraggiamento, dispensando consigli preziosi ai più giovani. Al di là dello spirito goliardico, che permeava ogni scena, tanto umanità dietro il sorriso. Tra i padri fondatori della sagra della castagna, che ad ottobre ogni anno richiama migliaia di persone alll’ombra del Monte Pisano, era un punto di riferimento. Stupiva per il dinamismo nonostante l'età. Nulla faceva presagire la sua fine. Un malore improvviso lo ha tolto alla famiglia, in primis alla moglie Sonia, una brava sarta, nell'abitazione di Sant'Andrea. Unanime la partecipazione al dolore. I funerali si terranno questo pomeriggio nella pieve romanica alle 14.30. Appena la notizia della morte si è diffusa, si sono moltiplicate le attestazioni di cordoglio per i figli Marco, che lavora in Thailandia, e la figlia Marzia, coniugata con un alto ufficiale dei carabinieri impegnato tra l'altro in missioni di pace all'estero. Sgomento in seno alla compagnia della Pecchia e al comitato della sagra della castagna, che quest'anno ha tagliato i trentatre anni di attività. Esaltava con l'esempio i valori fondanti dell'amicizia e della solidarietà e per questo è entrato nel cuore dei cittadini, che lo piangono. «Le sue battute pronte ed estemporanee - sottolinea Giuliano Consani, presidente del comitato della castagna - contagiavano il grosso pubblico in maniera irresistibile. In lui una dote innata la comicità naturale. E pensare che nel quotidiano era la persona più seria, oltre che integerrima, che conosca». Gli anziani lo ricordano fabbro e idraulico e instancabile ad aiutare il padre Armindo nella bottega, prima di essere operaio alla Piaggio dove si è fatto ben volere per la laboriosità e quella genialità che era nel suo dna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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