Il Tirreno

Pisa

«L’Università sta a Pisa come la Fiat a Torino»

di Carlo Venturini
«L’Università sta a Pisa come la Fiat a Torino»

Dibattito tra l’ex rettore Augello, il nuovo Mancarella e il sindaco Filippeschi sul rapporto tra Ateneo e città. «Se lavoriamo insieme possiamo avere più forza»

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PISA. «L’Università sta a Pisa come la Fiat a Torino». Non usa fronzoli, il professor Massimo Augello, già rettore dell’Ateneo, per presentare al Pisa Book Festival il “Rapporto di sostenibilità” della nostra università in città. I dati snocciolati sono chiari: nella sola provincia di Pisa la presenza dell’Ateneo attiva correntemente una produzione di più di 650 milioni di euro ed una somma di unità lavorative pari a quasi 7.300 unità, valori che, in ambito toscano, crescono sino a raggiungere rispettivamente 811 milioni di euro circa per quanto concerne la produzione attivata e quasi 8.400 per quanto concerne le unità lavorative per un Pil attivato di 425 milioni di euro.

In campo sanitario, il pallottoliere flippa. Ogni giorno, all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) affluiscono 1.000 pazienti, il che significa quasi 400mila all’anno per 1.152 posti letto. «E siccome siamo la prima azienda in regione e la Toscana è prima in Italia, ciò significa che siamo sul podio a livello nazionale», dice Augello. Stesso destino di alloro è dedicato all’ospedale clinico veterinario che fornisce ben 9mila prestazioni 24 ore su 24. Augello durante il suo mandato ha accolto la sfida del sindaco Marco Filippeschi sulla internazionalizzazione ed infatti dal 2010 al 2015 c’è stato un incremento del 42% con ben 2.754 studenti stranieri a Pisa che vede risiedere 9.905 matricole su un totale di 47mila iscritti.

Se queste cifre imparziali (il rapporto è stato stilato dall’Irpet) erano sconosciute o solo intuibili dai più, è sotto gli occhi di tutti l’immenso patrimonio immobiliare dell’Ateneo che conta 126 insediamenti nel solo comune pisano per un valore di oltre 700milioni di euro. Solo di manutenzioni ordinarie e straordinarie, l’Università investe quasi 13 milioni di euro e tra questi fondi sono ricompresi quello per il rifacimento dell’intero complesso ex Salesiani che ha restituito alla città buona parte di via Santa Maria a due passi dalla Torre. E poi c’è il Cus che conta 6mila iscritti ed è la più grande polisportiva toscana e la terza in Italia. Il sindaco Filippeschi aggiunge che la collaborazione con l’Ateneo deve continuare ed essere implementata. «Abbiamo ben 70 progetti in comune con l’Università - dice il primo cittadino - ed ho dato questo rapporto a tutti gli assessori». Filippeschi auspica anche di fare massa critica «perché un conto è se il Comune da solo o l’Università come singola istituzione vanno a chiedere finanziamenti in Regione ed in Europa, altra cosa invece è se lo facciamo tutti insieme».

Filippeschi ricorda però anche i tempi bui del rapporto città-ateneo quando «l’Università esercitava con brutalità il suo potere e per questo auspico che ci sia sempre un forte governo di processi condivisi».

Il rettore Paolo Mancarella coglie l’occasione al balzo per garantire piena collaborazione con la città e con gli altri centri di ricerca, e fa esempi concreti come quello della sesta tappa del campionato di scherma paralimpica in corso a Pisa che «grazie alla collaborazione di tutti ha portato a Pisa centinaia di atleti». Mancarella ricorda anche l’Internet Festival che il prossimo anno sarà preceduto dal Festival della robotica, «tutte manifestazioni comuni e corali che fanno di Pisa il fulcro dell’innovazione». E poi ancora, at least but not last, «gli studenti sono una risorsa, voglio sentire parlare di movida positiva e con tutti, prefettura, questura e Comune, abbiamo la possibilità di correggere il fenomeno con iniziative non a spot».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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