Il presidio
Al centro antiviolenza anche ultrasessantenni
Quasi venti donne al mese si rivolgono alla struttura: arrivano da fuori città Sono vittime di soprusi fisici, psicologici, sessuali e di natura economica
PISA. Non accennano a diminuire i numeri della violenza sulle donne a Pisa e provincia. Emerge dal report 2016 del Centro antiviolenza della Casa della Donna, la struttura che dal 1993 offre ascolto, sostegno e protezione alle vittime femminili di maltrattamenti e abusi. Sono 220 le donne rivoltesi al centro antiviolenza pisano da gennaio a dicembre 2015, «un numero che si mantiene costante - spiega Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro - così come stabile è anche il dato regionale».
Cambiano le dinamiche costituenti il fenomeno. «Abbiamo registrato - fa notare la presidente della Casa della Donna, Carla Pochini - un innalzamento della media dell'età delle donne che ci chiedono aiuto. Sebbene la fascia più interessata sia quella che va dai 30 ai 50 anni, a cui appartiene il 53% delle donne che si sono rivolte al centro, ultimamente abbiamo accolto nella nostra struttura anche diverse ultrasessantenni».
Si tratta, per la maggior parte, di donne italiane (78%) con figli (quasi l'80%) che nel 47% dei casi sono minorenni e che spesso sono costretti ad assistere al maltrattamento della madre. «Proprio per questo - commenta Pochini - è necessario affrontare la questione anche all'interno delle scuole e smontare sin da subito la convinzione errata che quello della violenza di genere sia un problema emergenziale, anziché il risultato di una cultura fortemente patriarcale e maschilista».
Nonostante il Centro antiviolenza della Casa della Donna abbia sede a Pisa, il 38% delle donne con cui questo è entrato in contatto risiede fuori città, in provincia o fuori regione; un dato che secondo Zitiello può essere spiegato «con la volontà e la necessità di rivolgersi ad un centro lontano dalla propria zona di residenza, ma anche con la nostra capacità di accogliere le donne in un luogo sicuro e protetto». Del centro antiviolenza fa parte la Casa Rifugio, una struttura capace di ospitare fino a 8 donne con figli alla volta.
Varie le forme di violenza subite dalle 220 donne prese in considerazione. Secondo il report nel 93% dei casi si tratta di violenza psicologica, economica o stalking, mentre corrispondono al 31,3% le violenze di natura fisica o sessuale. Chi è, invece, l'uomo medio che maltratta? «Non è un mostro o un pazzo, ma un uomo "normale"», chiarisce Desiree Olianas, vicepresidente di Nuovo Maschile, l'associazione che da 4 anni rivolge ad uomini violenti percorsi di cambiamento. Nel 2015 l'associazione ha accolto 8 uomini, in gran parte inviati dalle proprie compagne, di cui 7 italiani e 6 con figli. «Tutti - ha aggiunto Olianas - sono occupati, e con titoli di studio medio-alti, e nessuno ha problemi di dipendenze o psichiatrici».
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