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Tre scuole su 5 senza certificati antisismici
La denuncia di Uniti per Calci: «Cosa aspettano a metterle in sicurezza?». L’assessore: «Il Comune è a basso rischio»
CALCI. Meglio metterlo subito in chiaro. Nella mappa d’Italia tracciata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Calci è nella zona verde, terzo livello; il rischio di terremoto è quello più basso se si esclude il grado 4, dove l’effetto di un sisma sarebbe praticamente nullo. Ma questo non significa che una scossa in Garfagnana non possa allungare le sue dita tremolanti fino alle mura gialle della Vittorio Veneto, oltre cinquant’anni di storia proprio alle spalle del Municipio.
Per questo, di fronte alla risposta dell’amministrazione, i consiglieri di opposizione sono saltati sulla sedia. «Tre scuole su cinque del territorio comunale - ha dovuto ammettere l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Sandroni rispondendo ad una interpellanza di Uniti per Calci - sono senza certificazioni antisismiche». Esatto: la elementare Vittorio Veneto, la media Giunta Pisano e il distaccamento della materna di Montemagno non rispettano le regole fissate dallo Stato per mettere in sicurezza gli edifici dal pericolo di un terremoto. Sicuri e certificati i plessi della materna Maffi e l'asilo nido. «Siamo preoccupati, ci aspettavamo che davanti a un quadro noto da anni il sindaco Ghimenti si fosse già attivato almeno per acquisire i requisiti minimi di vulnerabilità sismica e sicurezza statica e invece ci siamo sentiti rispondere che sono tutte scuole costruite in tempi in cui non era obbligatorio il collaudo e in cui non c’erano norme antisismiche stringenti come oggi e che comunque "non siamo i soli ad essere in questa condizione ma, a stare al rapporto di Legambiente, lo sarebbe il 90 % delle scuole italiane. Ma può essere una risposta questa?», chiedono Paolo Lazzerini, Giulio Messerini, Maila Mangini e Valter Mignani, che sottolineano anche come il Comune paghi dal 2003 un tecnico esterno per certificare che la «situazione statica delle scuole non risulta significativamente alterata rispetto alle precedenti valutazioni ribadendo però ogni volta la necessità di un adeguamento sismico».
Attacchi «strumentali», ribatte Sandroni. «Le valutazioni di vulnerabilità - spiega l’assessore - furono richieste da una norma del 2003 nata sulla scia del terremoto a San Giuliano di Puglia. È vero, le relazioni indicavano la necessità di miglioramenti, ma a quell’epoca Calci era ancora nella zona 2 del rischio sismico, mentre nel 2009 è stata declassata. Con questo non voglio dire che siano scuole perfette, anzi. Perché se da un lato, la nuova classificazione ci tranquillizza, dall’altro ci penalizza, dato che tutti i finanziamenti statali per gli adeguamenti sismici vengono dirottati verso le aree più sensibili». È questo, in sostanza, quello con cui si scontra Calci: la mancanza di risorse. «Non si può certo dire che non siamo sensibili all’argomento, altrimenti non avremmo avviato l’iter per la costruzione della nuova scuola media, tentando di ottenere il finanziamento Inail», ribatte il sindaco Massimiliano Ghimenti.
Ma in attesa delle nuove costruzioni non si può puntare su ristrutturazioni o, come fatto in alcuni dei paesini del centro Italia, su misure tampone, come l’“incatenamento” degli edifici? «Solo per ristrutturare la media - dice Ghimenti - avevamo un preventivo da 1,8 milioni. Immaginare di intervenire su tutte le scuole significherebbe investire gran parte del bilancio di Calci, oggi da 8 milioni, su tre scuole in un sol colpo. Ecco, poi vengono i consiglieri di opposizione a spiegarci come mandare avanti i servizi sociali e educativi, le strade, le emergenze, pagare i dipendenti, insomma mandare avanti il Comune?».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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