Il presidio
Traslazione a Pisa da Potenza della salma di uno degli aviatori
PISA. Venerdì 11 novembre, al Sacrario di Kindu, sarà celebrata una messa in ricordo dei 13 caduti alla presenza dei familiari, delle autorità civili e religiose e del personale della 46esima Brigata...
PISA. Venerdì 11 novembre, al Sacrario di Kindu, sarà celebrata una messa in ricordo dei 13 caduti alla presenza dei familiari, delle autorità civili e religiose e del personale della 46esima Brigata Aerea. In questa giornata ricorrerà il 55esimo anniversario della strage di Kindu: nel 1961, nell'ex Congo Belga, durante una missione di pace dell'Aeronautica Militare per conto dell'Onu, 13 aviatori appartenenti alla 46esima Brigata Aerea di Pisa furono barbaramente trucidati da miliziani congolesi. Per ricordare il tragico evento, al Sacrario di Kindu, che sorge presso l'aeroporto militare di Pisa, il cappellano militare don Francesco Capolupo celebrerà, con inizio alle 11.30, una messa in ricordo dei 13 caduti.
Prima della messa avverrà la tumulazione, sempre presso il Sacrario, di uno dei tredici caduti, il sergente maggiore Nicola Stigliani, che, per espressa volontà della famiglia, sarà traslato da Potenza, dove è attualmente sepolto, a Pisa.
La cerimonia di tumulazione e la messa saranno precedute dalla presentazione, nei locali della 46esima Brigata Aerea, del libro “Caschi Blu Italiani”, edito dallo Stato Maggiore della Difesa, da parte del curatore del volume, tenente Colonnello Mario Renna.
La mattina dell'11 novembre 1961 due C-119 di Pisa decollarono da Kamina, in Congo, per rifornire la locale guarnigione di caschi blu malesi di stanza a Kindu. Dopo aver scaricato il materiale, tra cui due piccoli mezzi blindati Ferret dell'Onu, i due equipaggi si recarono presso la mensa Onu situata a circa un chilometro dall'aeroporto. Verso le 16.30, mentre stavano ancora pranzando, fecero irruzione nella mensa un’ottantina di ribelli dell'Armata Nazionale Congolese seguaci del colonnello Pakassa che, dopo aver immobilizzato il personale malese di guardia, picchiarono e trascinarono i 13 italiani nella prigione della città. Testimoni riferirono che già in quel frangente uno degli aviatori fosse stato abbattuto per la sua reazione. Rinchiusi in uno stanzone del carcere, poche ore dopo venivano trucidati selvaggiamente a raffiche di mitra.
I componenti dei due equipaggi vittime dell'eccidio furono: maggiore pilota Amedeo Parmeggiani, sottotenente pilota Onorio De Luca, tenente medico Francesco Paolo Remoti, maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani, sergente marconista Francesco Paga, sergente maggiore Emb Martano Marcacci, sergente maggiore Silvestro Possenti, capitano pilota Giorgio Monelli, sottotenente pilota Giulio Garbati, maresciallo motorista Filippo Di Giovanni, sergente marconista Antonio Mamone, sergente maggiore Emb Armando Fabi, sergente maggiore Nicola Stigliani.
Grazie alle capacità di carico degli aerei da trasporto C-130J e C-27J, la Brigata oggi svolge anche il prezioso servizio di trasporto di organi per trapianti e di persone in imminente pericolo di vita che vengono trasportate a bordo del velivolo rimanendo, se necessario, all'interno dell'ambulanza.
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