Meteo
QUELLA MATTINA DOPO UNA NOTTE INSONNE
di ANDREA LANINI Una lunga notte insonne, quella tra il 3 e il 4 novembre '66. L'Arno fa di nuovo paura. I pisani alle piene sono abituati, ma questa volta è diverso. Le notizie che, a partire dalla...
di ANDREA LANINI
Una lunga notte insonne, quella tra il 3 e il 4 novembre '66. L'Arno fa di nuovo paura. I pisani alle piene sono abituati, ma questa volta è diverso. Le notizie che, a partire dalla mattina del venerdì nero di cinquant'anni fa, prendono ad arrivare in città, sono un triste presagio.
La pioggia non cessa, l'acqua continua a salire. Luciano Frassi fotografa Ponte di Mezzo dai lungarni della parte di Tramontana: la corrente melmosa del fiume sembra già volerne inghiottire la snella campata. Di lì a poco, le balaustre in marmo che ne scandiscono le geometrie dei parapetti verranno divelte dalle stesse ondate limacciose che, rendendo inutili gli sforzi di quanti armeggeranno a lungo, e invano, con paratie e sacchi di sabbia in difesa delle spallette, invaderanno vie, piazze, borghi, abitazioni, negozi, uffici, sfregiando il volto di Pisa.
4 novembre 1966: i giornali lo chiameranno “l'infausto venerdì” dell'alluvione. Al mattino, Firenze è già sotto una coltre di acqua e melma. Pontedera e Grosseto faranno la stessa fine poco dopo. Ai pisani sembra di ascoltare, di nuovo, i bollettini dal fronte - dopo poco più di vent'anni, il ricordo della guerra, delle bombe, brucia ancora. Sono i frammenti della cronaca di una tragedia annunciata che diventerà incubo a partire dal tardo pomeriggio, quando il fiume inizierà a tracimare.
Pisa e Firenze: città vicine e lontanissime, tanto diverse quanto conflittuali, ma bagnate da uno stesso fiume che le lega e unisce come un cordone ombelicale. “L'Arno è un fiume che ha il privilegio di attraversare due città, Firenze e Pisa, le quali sono state ai supremi vertici della civiltà italiana, e sta nel loro ventre, dividendone esattamente, o quasi, in due parti, mezzogiorno e tramontana, o di qua e di là d'Arno, come suol dirsi a Pisa; e di esse è, per dirla con San Bernardino, proprio proprio il ventre”: lo scrive Enzo Carli, pisano, insigne storico dell'arte, nella prefazione al volume “L'Arno, trent'anni dall'alluvione”, pubblicato nel '97 da Pacini Editore. Citando antichi testi, Carli spiega che molto più che a Firenze, l'Arno fu a Pisa elemento determinante nella vita, nell'economia e nella storia della città, sia come fattore di attività industriale, sia come mezzo di comunicazione e di trasporto, “per lo quale vanno et vengono navili per mari caricati di mercanzia, la quale mercanzia si spande et si manda per tutta la Toscana et in molti luoghi”.
Il corso dell'Arno costituì la principale via di collegamento tra Pisa e Firenze, dove dal Casentino, su specie di zattere chiamate “foderi”, calavano dei legnami che, ammassati in una piazza detta appunto “delle Travi”, venivano inviati a Pisa, che li impiegava per costruire delle imbarcazioni.
L'Arno e Pisa: tempestosi vicini, come vuole la tradizione toscana, come comanda il carattere di questa terra. Un rapido turbinare di momenti di amicizia e inimicizia, di pace e guerra, di prosperità e distruzione. La città e il suo fiume, insieme lungo le sponde dei secoli: a volte parenti-serpenti, altre volte alleati; ora fratelli-coltelli, ora soci in affari (che spesso, in passato, e alla lettera, sono andati a gonfie vele: come ai bei dì dell'Arsenale repubblicano, quando nei cantieri della “Tersana”, posti sulla riva destra dell'Arno, si costruivano splendide galee destinate a incrociare la storia, come capitò a quelle dell'Ordine Stefaniniano (che combatterono a Lepanto). Non accontentandosi di terrorizzare Pisa con le sue piene, in certe occasioni l'Arno ha impaurito la città alleandosi col mare. Come nel 1105, quando il re saraceno Mughaid-ibn-Allah - “re Musetto” - utilizzò il fiume per assaltare la città con le sue navi corsare, che arrembarono la riva sinistra. Ne sbarcarono orde di saccheggiatori. Non meno distruttive dell'acqua fangosa delle alluvioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
