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Sul Ponte di Mezzo solo a piedi o in bici
Proposta di Legambiente e Faib: chiusura ai mezzi privati
PISA. Sul Ponte di Mezzo solo a piedi o in bicicletta (a parte i mezzi pubblici). La proposta di uno stop alle auto private sul ponte di collegamento dell’asse centrale cittadino arriva da Legambiente e Faib, Federazione amici della bicicletta. E’ contenuta in una lettera aperta che hanno indirizzato al sindaco Marco Filippeschi e all’assessore alla mobilità Giuseppe Forte. Quest’ultimo apre al dialogo e promette: confrontiamoci. Lo spunto per la lettera/proposta arriva dai lavori che, avviati nelle piazze Garibaldi e XX Settembre, porteranno anche ad una nuova pavimentazione del Ponte di Mezzo con asfalto architettonico al posto dei cedevoli sanpietribu. «La necessità di svolgere dei lavori di manutenzione - scrivono le due associazioni - ci sembra una buona occasione per fare una riflessione più ampia sul ruolo del Ponte di Mezzo nella mobilità cittadina». In particolare, spiegano, «vorremmo aprire la discussione sulla possibilità di completare lo strategico asse pedonale tra piazza Vittorio Emanuele II e Borgo Largo, aumentando lo spazio pedonale e ciclabile e rivedendo la viabilità motorizzata sul ponte».
La proposta è suggerita da diverse considerazioni. Una è che «il ponte connetterebbe in un unico percorso i due tratti pedonali, importantissimi sia per le attività quotidiane della città che per il turismo» L’altra è che durante l’anno il ponte viene chiuso al traffico in occasione di varie manifestazioni «senza che questo provochi gravi disagi». Legambiente e Faib appoggiano le loro riflessioni anche su alcuni numeri: «La grande maggioranza delle persone che attraversano il ponte lo fa a piedi o in bici, rispettivamente 2.540 e 845 (dai dati rilevati durante il Giretto d’Italia 2016) ed i pedoni solitamente usano la sede stradale per attraversare il ponte a causa dello spazio non adeguato rispetto ai flussi effettivi (sia in termini di numeri che di direzione dei percorsi) con problemi di sicurezza». Davanti a queste considerazioni si chiedono: «Ma se passassero solo autobus, biciclette e pedoni non sarebbe più bello e coerente con gli obiettivi e le azioni di sostenibilità e valorizzazione del centro storico? Non ci sarebbero vantaggi in termini di sicurezza e qualità degli spostamenti? Recentemente l’amministrazione si è già mossa in questa direzione, ad esempio ampliando il parco di biciclette CicloPi o con la cura dei parcheggi scambiatori. Ci auguriamo che colga l’occasione per fare un altro passo sul Ponte di Mezzo, un luogo centrale non solo in senso fisico, migliorando insieme mobilità e immagine della città».
Per Forte «l’idea è del tutto apprezzabile. Convocheremo le associazioni, anche se con loro il dibattito è comunque quotidiano, e proveremo ad affrontare il tema anche tecnicamente». A Palazzo Gambacorti gira, e non da ora, l’ambizione di arrivare un giorno a liberare i lungarni dal traffico veicolare. Però è un iter lunghissimo, anche perché «i lungarni - dice l’assessore - restano strade di scorrimento non eliminabili in assenza di reali alternative praticabili nell’ambito di un piano complessivo che riguardi anzitutto il trasporto pubblico urbano». Intanto, lo stop alle auto sul Ponte di Mezzo potrebbe essere un primo passo. Sognando lungarni tutti a disposizione delle passeggiate dei cittadini.
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