Il presidio
«Spazi inutilizzati per 250mila mq»
PISA. Il Municipio dei Beni Comuni ha presentato la terza edizione del dossier “Riutilizziamo Pisa”, che osserva «lo stato degli immobili vuoti abbandonati nel Comune di Pisa», dicono i...
PISA. Il Municipio dei Beni Comuni ha presentato la terza edizione del dossier “Riutilizziamo Pisa”, che osserva «lo stato degli immobili vuoti abbandonati nel Comune di Pisa», dicono i rappresentanti del cartello di associazioni. «Nel 2016 possiamo contare un totale di 248.383 mq di spazi inutilizzati in città, tra proprietà pubbliche e private, con un aumento solo in un anno di 6,710 mq abbandonati ex novo, da addebitare alle istituzioni pubbliche». L’edizione 2016 si focalizza sui principali enti pubblici presenti sul territorio: Comune, Provincia, Università e Regione. «Osserviamo - dicono - come solo gli immobili abbandonati dei quattro enti arrivino a coprire una superficie di 40.754 metri quadrati. A questa va inoltre aggiunta la superficie di 80.000 mq del Parco di Cisanello».
Secondo le associazioni, «il Comune di Pisa guadagna uno dei primati peggiori degli ultimi tempi, avendo lasciato in completo abbandono la maggior parte del patrimonio in alienazione (92% pari 13mila metri quadrati su un totale di 14.000 metri quadrati.). A dispetto delle innumerevoli dichiarazioni di voler operare per il recupero degli immobili abbandonati, l’evidenza dei fatti mostra come il Comune agisca nelle vesti di principale ostacolo a una simile direzione: si pensi alla perdita dei documenti su Santa Croce in Fossabanda che ha bloccato per 2 anni l’affidamento all’ente per il diritto allo studio, o il gran rifiuto di riaprire la Mattonaia alla cittadinanza».
La Provincia di Pisa, nonostante sia in fase di ripiegamento (data la prevista dismissione), «emerge - aggiungono - con un paradigmatico cambio di tendenza divenendo la principale produttrice di nuovo abbandono dell’anno in corso. Esempi eclatanti sono l’ex terminal della Cpt o le Officine Garibaldi, che appena collaudate sembrano già destinate a rimanere inutilizzate per lungo tempo. L’Università di Pisa si rende protagonista dello scambio con il costruttore Madonna tra palazzo Feroci e l’ex Asnu, e aggiungendo ben 8 milioni, ma vincolando l’effettivo trasferimento, e quindi l’eventuale recupero ai lavori delle ex Benedettine. Infine la Regione primeggia per metratura in parziale uso: stiamo parlando dell’operazione Santa Chiara che da quasi un decennio tiene in scacco circa 10 ettari di terreno in pieno centro».
La proposta del Municipio dei Beni Comuni è di invertire questa tendenza: «Togliere gli immobili dal piano delle alienazioni, renderli immediatamente accessibili alla cittadinanza che potrebbe usufruirne e avere risposte immediate sul piano sociale, contribuire al contempo alla manutenzione e alla rivalorizzazione degli immobili con conseguente riduzione di spesa per l’amministrazione. In questo modo si arresterebbe anche la perdita di valore del patrimonio pubblico sia in senso quantitativo di metrature (che di anno in anno diventano proprietà privata), sia evitando la perdita di valore a causa dell’abbandono».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
