Il presidio
Addio degrado sui binari: «Anche grazie ai migranti»
Ripulito lo scalo ferroviario di San Giuliano: niente più guano, erbacce e sporcizia Il sindaco: gli stranieri ci aiuteranno. Ma l’ascensore per disabili è ancora fuoriuso
SAN GIULIANO TERME. Sono sparite le erbacce lungo i binari, il marmo delle panchine per mesi ricoperte di guano è tornato bianco, quasi come nuovo, le scale e i sottopassi ripuliti. «Oggi ho avuto una bella sorpresa - ha scritto due giorni fa Tiziano Dagani nel suo ultimo post sul gruppo Facebook “San Giuliano Terme e i suoi problemi” -, dopo 16 giorni dalla mia pubblicazione sullo stato della stazione di San Giuliano Terme, la denuncia ha avuto il suo effetto. Questa è una bella vittoria!».
Il primo post risale al 12 ottobre. Dagani raccontava di aver deciso di recarsi in città in treno. E Incuria, abbandono, sporcizia di questo scalo trasformato col tempo e con i tagli in fermata ferroviaria l’avevano sorpreso: «Così accogliamo i turisti?». Un appello che il Tirreno aveva raccolto con un reportage, chiedendone conto a Ferrovie e poi al Comune, a cui compete da anni la manutenzione ordinaria e straordinaria della stazione del paese termale progettata nel 1846 dall’ingegnere tedesco Enrico Pholmeyer. «Era doveroso dare un risposta - dice il sindaco Sergio Di Maio - Da quando Ferrovie ha automatizzato tutte le piccole stazioni, abbiamo raggiungo col gruppo un accordo che ci assegna la competenza sulla manutenzione grazie ad un comodato d’uso. Abbiamo deciso di farla vivere collocando lì il punto informazioni, e anche grazie ad esso da tempo non è più frequentata da sbandati».
Ma dell’operazione non tutti sono convinti. Il refresh per alcuni dei frequentatori del gruppo Facebook, ormai diventato una specie di partito di opposizione extra consiliare, è uno spot per il Pd. «Mi spiace disilludervi ma la stazione è stata ripulita perché ieri sera c'era una riunione sulla riforma costituzionale», punzecchia Stefano. «Stai tranquillo che tra 1 mese torna tutto come prima», scrive Elena. «Tra quanto dovrete ricordare la manutenzione?», incalza Francesco. Ma Dagani prova a moderare: «Dai per ora però va bene. La mia penso sia stata una critica vera e senza secondi fini, costruttiva e non demagogica. E in fondo l’hanno ripulita, speriamo che ci sia al presto un altra riunione allora».
Il sindaco però rassicura. Nessun opportunismo. Anzi: «Adesso c’è bisogno di un servizio periodico di pulizia, non possiamo aspettare che torni nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata». Per questo Di Maio vorrebbe che l’aiuto offerto dai migranti ospitati sul territorio per ripulire dalle foglie piazza Roma possa diventare un contributo periodico. «Potremmo chiedere loro di aiutarci a mantenere il decoro anche all’interno della stazione», dice Di Maio. Impossibile, almeno per ora, scongiurare che pensiline e panchine continuino ad essere bersaglio dei piccioni. «Installare dissuasori - spiega - ci costerebbe troppo, 12mila euro, e non li abbiamo». Lavaggio e taglio di erbacce sono costati a Palazzo Niccolini 1.000 euro.
Rimane un’unico neo: l’ascensore per i disabili è ancora fuori uso. «Di questo parleremo con Ferrovie in un incontro che avremo entro fine novembre - conclude il sindaco - Devo ringraziare il gruppo perché si è mostrato disponibilissimo, sono convinto che risolveremo anche questo problema»
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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