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Pisa

Teseco manda tutti a casa In 170 vanno in mobilità

Teseco manda tutti a casa In 170 vanno in mobilità

L’accordo firmato al Ministero del Lavoro, i dipendenti ricevuti in Comune L’assessore Forte: «Ora speriamo nell’interesse di qualche gruppo industriale»

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PISA. Tutti a casa. Non c’è stato l’esito sperato dai lavoratori. La decisione finale, per i dipendenti della Teseco è drammatica: mobilità per l’intero organico. Questo l’esito dell’incontro che si è tenuto nella sede del Ministero del lavoro, a Roma,alla presenza dei vertici dell’azienda e della Cgil. Una decisione che arriva a conclusione di un lungo periodo di Cassa integrazione, i cui termini scadevano proprio giovedì 27 ottobre. Teseco vanta una storia industriale che parte dal 1984. Sono circa 170 i dipendenti, di cui 150 - tra amministrativi e operai - impiegati nello stabilimento pisano di Ospedaletto (e il restante tra le sedi di Trieste e Torino).

Quello siglato a Roma è un accordo difficile e assai sofferto, che desta parecchia preoccupazione tra i lavoratori, i sindacati e le istituzioni.

Una delegazione dei lavoratori aveva deciso, giovedì pomeriggio, di intervenire alla seduta del consiglio comunale, per far sentire la propria preoccupazione e la rabbia scaturita dalla conclusione negativa della vertenza. I lavoratori hanno incontrato, invece, in sede separata, l'assessore Forte: il folto gruppo dei dipendenti Teseco era accompagnato dai rappresentanti cittadini e provinciali del sindacato. «La delusione e la preoccupazione tra i lavoratori era netta ed evidente. Ma hanno mantenuto al momento una posizione di grande responsabilità considerata l'attività dell'azienda e la procedura aperta - spiega l’assessore - Faremo il possibile e ribadiamo la nostra piena disponibilità per incontrare eventuali nuove aziende interessate, chiedendo al dottor Lang, il responsabile della procedura, di lavorare come fatto fino a ora, per una risoluzione positiva di una vertenza lunga e complicata, cercando di ottenere il miglior risultato possibile per i lavoratori e per la continuità aziendale, presupposto indispensabile per proseguire l'attività lavorativa».

L'auspicio è quello di trovare un soggetto industriale in tempi rapidissimi (entro il 24 novembre) per poter fermare la procedura di mobilità siglata, salvare la continuità aziendale, preservare il maggior numero di posti di lavoro possibili. L’azienda si occupa del trattamento dei rifiuti speciali e opera nel settore delle bonifiche dei siti contaminati. «Al momento non vogliamo considerare scenari diversi perché crediamo ci possa essere una via d'uscita», è l’auspicio dell’assessore.

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