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Soldi incassati e mai versati commercialista a processo
Vittima un imprenditore edile e consigliere comunale. Debito di 110mila euro «Per colpa sua finirò di pagare la rateizzazione con Equitalia nel 2019»
PISA. «Finirò di pagare la rateizzazione nel 2019». La beffa per Valerio Petri, 53 anni, piccolo impresario edile, nonché consigliere comunale (Forza Italia) a Cascina, è che ha dovuto trovare un accordo con Equitalia per i debiti fatti dalla sua commercialista. Motivo: non aveva versato i soldi dati dal cliente per saldare tasse e contributi. Una zavorra scaricata sulle spalle dell'imprenditore per almeno 110mila euro tra capitale, sanzioni e interessi. Debiti di cui non ha nessuna colpa, ma che deve, comunque, pagare.
A Petri è successo quello che altri clienti della consulente tributaria, Ilaria Navarria, 50 anni, di Cascina, hanno sperimentato in un calvario scandito da cartelle esattoriali, fiducia tradita e nuove spese da onorare per la seconda volta.
Il giudice Donato D'Auria (pm onorario, Vincenzo Molinaro) ha respinto la richiesta di patteggiamento presentata dai legali della professionista - siamo al quarto procedimento penale - in continuazione con la sentenza a 14 mesi emessa nel febbraio 2015 per appropriazione indebita aggravata. Un avvocato di Pisa e due suoi familiari ci hanno rimesso oltre 190mila euro. Ma in coda ci sono anche un dentista, due professionisti e un'attività commerciale. Conti provvisori che superano i 300mila euro. Soldi che dovevano finire all'erario e che sono rimasti nelle tasche della professionista. Gli avvocati dell'imputata - studio Carloni di Viareggio - hanno chiesto di aggiungere ai 14 mesi già definiti ulteriori 6 mesi per il caso dell'imprenditore. Un continuazione del reato che il giudice non ha ritenuto condivisibile. E così ha rinviato davanti a un altro magistrato - Eugenia Mirani - l'udienza per il dibattimento. Nessun rito alternativo per Ilaria Navarria. Sarà processata in aula senza usufruire di sconti di pena in caso di condanna. Soddisfatti l'ex cliente e il suo legale, l'avvocato Andrea Passerini. La storia di Petri è la sintesi di quello che può capitare a chi finisce nella rete di professionisti infedeli. «Sono stato cliente dello studio di Casciavola dell'imputata dal 2005 al 2012 - racconta l'imprenditore -. Quando arrivavano le cartelle esattoriali glielo portavo e lei diceva che non erano un problema. "Le compensiamo con l'Iva" mi rispondeva». Furono almeno 36 gli assegni staccati da Petri a favore della commercialista per pagare gli F24. «Un giorno decisi di rivolgermi ad un altro commercialista per un consiglio - prosegue il consigliere comunale cascinese -. E lui, entrando nel mio "cassetto fiscale" mi disse quale era la vera situazione tributaria. Tornai da Navarria e lei mi rispose che le cose non stavano in quel modo. Purtroppo, non era così. E ho dovuto rateizzare i debiti con Equitalia. Finirò nel 2019».
Pietro Barghigiani
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