Il presidio
Dopo il People Mover De Michelis voleva la Tav di Firenze
PISA. Dopo Pisa, Roma e Genova, il «fenomeno» voleva espugnare Firenze. Dopo aver conquistato la direzione dei lavori del cantiere del People Mover, della Salerno-Reggio Calabria e del Terzo valico...
PISA. Dopo Pisa, Roma e Genova, il «fenomeno» voleva espugnare Firenze. Dopo aver conquistato la direzione dei lavori del cantiere del People Mover, della Salerno-Reggio Calabria e del Terzo valico garantendosi la possibilità di strappare subappalti in cambio di relazioni false sull'andamento dei lavori, Giampiero De Michelis partì all'attacco dell'alta velocità fiorentina. L’ingegnere abruzzese - si legge nella richiesta di arresto inviata al gip dai pm romani Michele Prestipino e Paolo Ielo - lo fece su ordine di Giandomenico Monorchio, l'amministratore di Sintel Engineering, il capo che di lì a poco però avrebbe tradito per mettersi in proprio e dare la caccia a quelle che gli inquirenti di questa ennesima inchiesta sulle grandi opere d’italia hanno definito «tangenti in forma di commesse». Perché, certo, gli imprenditori in un caso (a Genova) hanno allungato mazzette, e in qualche altro anche usato escort come moneta di scambio, ma il prezzo della corruzione, secondo i magistrati, era soprattutto uno: consulenze per aziende amiche o per sé in cambio di relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori «addomesticate», gonfiate di costi per opere in realtà mai realizzate o carenti utili a schivare sanzioni e penali, utili cioè ad accaparrarsi la torta dei soldi pubblici. Ma per ottenerle bisognava esserci, entrare in cantiere. E a Firenze, nell’agosto del 2015, nel grande cantiere per la costruzione della stazione Foster, appena ripartito dopo il terremoto di un’inchiesta per corruzione, serve un direttore dei lavori. Così De Michelis il 7 agosto chiama Domenico Gallo, l’imprenditore calabrese a cui ha già iniziato a procurare subappalti attraverso le ditte che dovrebbe controllare nella sua veste di pubblico ufficiale. Il suo amico «romano», e cioè Monorchio, lo ha chiamato - dice - perché il «lavoro di Firenze è tornato in auge». Alla direzione dei lavori non c’è più Stefano Perotti, saltato sotto i colpi dell’inchiesta. Si è aperto un varco. De Michelis propone a Gallo di affidare l’incarico a Giovanni Fiordaliso, che è un ingegnere di Anas, che ha ricoperto quell’incarico per un lotto dell’autostrada A3, cioè la Salerno-Reggio Calabria. Un «uomo nostro». Così - dice De Michelis - si avrà «un accerchiamento su tutti i fronti». E ancora: «Secondo me mettere un uomo nostro là è meglio». E Gallo concorda: «Centomila volte! Certo!». «Chiamalo - dice ancora De Michelis - Accenna e digli qual è il lavoro e il meccanismo da attuare». A fine agosto sarà lo stesso Fiordaliso a confermare a De Michelis di aver preso appuntamento con Monorchio, ma a stare alle previsioni dovrebbe cominciare ad ottobre. Secondo gli inquirenti la strategia è sempre la stessa: con Fiordaliso direttore dei lavori De Michelis e Gallo avrebbero potuto muovere pressioni sulle società sub-appaltatrici per ottenere contratti di fornitura.Una promessa per una consulenza in cambio di una falsa relazione - hanno documentato le intercettazioni - la ottennero da Michele Firpo e Mariano Aprea di Pisamover spa, anche se poi l’affare andò a monte perché il “fenomeno” ritenne «un’elemosina» i 30 mila euro trattati al bar Gambrinus la mattina del 4 dicembre 2015. Una promessa che è valsa gli arresti a De Michelis ma anche ai vertici Pisamover. E probabilmente uno dei motivi che fa dire al sindaco Marco Filippeschi: «Stiamo valutando di costituirci parte civile nel processo».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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